… 5 maggio.
Maggio 5, 2007
…Iole è stata la mia prima ragazza. Ci siamo conosciuti a scuola e siamo stati insieme cinque anni, l’ultimo passato distanti cinquecento chilometri. Avevo capito che sarebbe finita nel momento in cui ho messo piede fuori dalla stazione Termini e mi sono fatto avvolgere dalla maestosità della Capitale. Sapevo che in quel viavai metropolitano mi sarei perso. Non immaginavo ancora quanto. Ci siamo sentiti per un pò di tempo, poi le telefonate son diventate sempre più rare, ho saputo che aveva trovato conforto tra le braccia di un altro e alla fine la nostra storia si è spenta come una candela consumata, anzi se devo utilizzare una metafora più appropriata direi come una rosa non curata da un giardiniere distratto.
Non le ho dovuto neanche dire di Silvia. E’ strano come una persona, che qualche tempo prima era tutto, si possa trasformare in “nùddu ammiscàtu cu’ nenti” al solo cambiare della situazione in cui si vive. Ci son stato insieme cinque anni, la prima ragazza che ho baciato, le prime rotondità che ho palpato, i primi accessi di gelosia. Ma l’unico rapporto completo che abbiamo avuto è stato qualche anno dopo, quando ci siamo ritrovati. Dopo un paio d’anni che non ci sentivamo ci siamo incontrati per caso a Roma e stringerla di nuovo tra le mie braccia è stato bello. Ma non vorrei aggiungere altro. Lei fa parte di un tempo che in questo blog non è considerato. Se oggi l’ho nominata è perché è il suo compleanno. E le auguro tanti auguri.
Questa ballata l’avevo scritta per lei. Doveva essere una dichiarazione… La Divina Dichiarazione… come la può concepire un adolescente che sommerso dai compiti di scuola per il giorno dopo invece di studiare pensa a come conquistare una ragazza…
Nel mezzo del cammin…
ha cominciato
il fiorentino, voce del passato
Lui dice di aver visto il Paradiso
la’ dove il Maestro l’ha lasciato
ma non ha mai mirato il tuo sorriso:
nemmeno lì l’avrebbe mai trovato.
E meno male che non eri nata
ai tempi della tavola rotonda!
Angelica non avrebbe avuto posto
nei cuori dell’Orlando e dell’Ariosto.
Giulietta, affacciata al balcone
avrebbe poi invano aspettato
come Penelope a tessere il maglione:
tanto l’Ulisse non sarebbe più tornato.
E quante peripezie avresti evitato
se solo Don Rodrigo t’avesse notato!
Lucia avrebbe in testa ciò che penso…
se insieme a lui t’avesse visto anche Renzo.
Neanche Cristo avrebbe resistito
di fronte alla tua anima smarrita:
ancor la vista al cieco avrebbe donato
ma non per Grazia…
per poter essere ammirata!
E Lazzaro?
…avresti fatto resuscitare.
Matusalemme?
…di crepacuor crepare…
…Cristoforo Colombo… dirottare…
…e Leopardi fare raddrizzare!
La mela non avrebbe più notato:
il Newton si sarebbe innamorato.
E le rotondità… non della realtà astrale
osserverebbe Galileo con il cannocchiale!
Ma basta con la Storia,
suvvia!
Perché non parliamo un po’…
…
di Anatomia?