…Religione. Uno.
Ottobre 18, 2007
…vantarsi è umano. Perseverare è diabolico. Crogiolarsi nel proprio vanto, è divino.
Oggi giocherò.
Farò finta di essere un altro. Chennesò, il signor P. per esempio. Oppure Aristotele, ch’è lo stesso. O Lynneo.
Il tema? La religione.
Quando ero piccolo, una domenica tornai a casa piangendo. Dissi a mia madre che il catechista aveva abusato oralmente di me. Nel senso che aveva alzato un pò troppo la voce. Non era vero, ma io m’ero rotto le palline di dover subire dopo una settimana scolastica anche le sue lagne su Cristo-superstar e la love story tra la Madonna e l’Arcangelo Gabriele. Mia madre andò a rimproverare il catechista che ovviamente non riusciva a capire cosa fosse successo. Ma i bambini dicono sempre la verità, ed io sfuggii alla cresima.
Da giovane, una mattina una donna venne a bussare alla porta. Ero solo in casa, per un motivo non ero andato a scuola. Ricordo che stavo sollecitando il mio pene osservando una modella di una televendita che scopriva il deretano per dimostrare che la pancera che indossava faceva sudare tanto. Scocciato andai ad aprire la porta. La donna mi chiese se fossi solo. Risposi di sì. Mi accorsi, seguendo la direzione del suo sguardo di avere un bozzo umido nei pantaloni. In un racconto di Miller, la donna mi sarebbe saltata addosso. In uno di Bukowski, sarei saltato io addosso a lei. Ma questa non è letteratura, è la vita. E nella vita la donna era una testimone di Geova. Mi disse se poteva lasciarmi un opuscolo in cambio di un’offerta. Ero giovane e inesperto. Imbarazzato corsi in casa, presi cinquemilalire e gliele diedi. Vista la cifra, la donna invece dell’opuscolo mi regalò un libro. Era tutto rosso, con le scritte d’oro. Il titolo è: Quale religione? E’ un saggio, secondo l’ottica dei testimoni di Geova, sulle Fede. Descrive tutte le maggiori religioni, smontandone una per una le basi. Lucido e puntiglioso, lo lessi tutto d’un fiato.
Mi convinse. Feci unoPiùUno e applicai la stessa critica anche al credo di chi me l’aveva venduto. Ero diventato ateo.
Quando ero ragazzo, comprai un libro. L’essenza della religione di Feuerbach, lo lessi e divenni agnostico.
Quando ero adulto, un giorno andai a Matera. Un panorama da mozzare il fiato. Tra un sasso e l’altro c’è un museo. Il Museo della Tortura e del Martirio. Vi sono esposte decine di metodi attraverso i quali l’Inquisizione Cattolica persuadeva gli epilettici a confessare di essere indemoniati, le adultere e le isteriche a dichiarare di essere streghe, gli eretici ad abiurare. Una postilla del diritto ecclesiastico afferma infatti che nessuno può essere condannato a morte senza che ammetta di essere colpevole di ciò che è accusato. Così gli aguzzini cattolici si divertivano a infilare tronchi appuntiti nell’ano, schiacciare le dita degli arti, lussare le spalle e gonfiare di acqua i corpi fin quando gli infedeli non bestemmiavano ammettendo di essere ciò che la mente malata dei loro killer immaginava. Uscii dal museo e gridai un porcoddio che non avete idea.
Dal punto di vista accademico è possibile suddividere il cervello in due aree funzionali. Quella istintiva e quella razionale. La prima la posseggono tutte le specie animali. Da qui nascono le emozioni. E’ la bestia ch’è in noi. E’ la parte più antica. Il substrato anatomico viene definito Sistema Limbico. Freud l’aveva romanticamente denominato Inconscio.
La seconda è tipica della nostra specie. Dal punto di vista evolutivo è giovane. Viene localizzata nei Lobi Frontali ed è ciò che ha permesso la nascita della filosofia, l’amore per la conoscienza e successivamente della scienza.
L’uomo ha sempre avuto un difetto. Quello di doversi spiegare tutto. Perché il Sole si muove? Da dove veniamo? Chi siamo? Se fossimo bestie non ce ne preoccuperemmo. Fossimo totalmente razionali, saremmo pacifici alieni, e non umani. Siamo un mix tra bestie e esseri razionali: siamo esseri religiosi. Abbiamo razionalizzato l’istinto.
Anche altre specie animali hanno un atteggiamento religioso. E’ ciò che gli studiosi definiscono comportamento superstizioso. Semplifico con un esempio. Un topolino di laboratorio tenderà a ripetere la sequenza dei gesti che stava compiendo nel momento in cui il ricercatore somministra una pallina di cibo (premio) all’interno della sua gabbietta. Se un attimo prima dell’arrivo del cibo il topo stava in un angolo a grattarsi l’orecchio sinistro con la zampetta destra, tenderà in futuro a passare più tempo in quell’angolo a grattarsi nello stesso modo.
Ora. Pensate ad uno studente che il giorno in cui l’esame va bene indossa una particolare T-shirt. Se superstizioso tenderà ad indossarla anche all’esame successivo. E se non lo fa e l’esame va male, la superstizione si rafforzerà. Ma non esiste nessun collegamento tra una maglietta e un risultato ad un esame come non esiste nessun collegamento tra il comportamento del topo e quello della scelta da parte del ricercatore di somministare il cibo in un particolare momento piuttosto che in un altro. Come non esiste alcuna correlazione tra la quantità di preghiere rivolte alla Madonna e le Grazie da Ella accordate.
La religione è un bisogno fisiologico. Come il cibo. Il confronto non è una provocazione, tanto che la si potrebbe incasellare all’interno delle categorie di quest’ultimo.
Anche in campo religioso esistono infatti i bulimici: i fondamentalisti. Ingurgitano in modo ossessivo per poi vomitarsi addosso. Gli obesi, i religiosi di professione. Il livello religioso supera la media della popolazione e tutto il loro modo di pensare ne è condizionato. Gli anoressici: a basso regime religioso, si autodefiniscono razionali. Un tempo, comunisti. Non hanno mai letto Pascal o Spinoza.
Ci sono poi quelli che seguono la dieta. Hanno un regime dietetico ben stabilito, consigliato da esperti del settore: preti, Papi. Vanno a messa tutte le domeniche, le feste religiose e conoscono tutte le preghiere. Paradossalmente il loro obiettivo è tutto razionale: la VitaEterna.
In questi ultimi tempi è facile trovare gli onnivori. Mangiano di tutto: oroscopi, scongiuri, preghiere, fondi di caffè, fatture, maghi e cartomanti. Credono un pò a tutto. Persino al Biscione.
Quindi i buongustai. Vanno a messa solo nelle maggiori festività, al Duomo, vestendosi in tiro.
Gli schizzinosi: si lamentano di tutto: il prete che parla troppo, la messa troppo lunga, che freddo, che caldo, preferisco di sabato.
Aiuto cuochi: i chirichetti e tutte quelle figure che bazicano intorno alle chiese: zitelle Perpetue e scapoli che non hanno preso i voti.
I golosi. Sono credenti ma provano un gran gusto a bestemmiare. Eseguono il segno della croce quando passa la Madonna o un morto. Se invitati ad un matrimonio si vestono in tiro. Partecipano alla messa, salvo poi bestemmiare il pomeriggio dopo il pranzo mentre, con la camicia aperta seguono le partite di calcio.
Vegetariani. Sono gli alternativi. Religioni mistiche, yoga e comunque diverse da quella del paese in cui sono nati.
Falsi magri. Si fanno le pippe di nascosto, con uno strano senso di colpa.
…continua…
Ottobre 19, 2007 at 8:55 am
…vediamo come continua…
Ottobre 19, 2007 at 7:20 pm
…lo sapevo che avresti scritto… ben ritrovata, mi sei mancata! …quasi quasi ho timore di continuare…
Novembre 11, 2007 at 9:31 am
Porci dei.