…l’alba del giorno passato.
Ottobre 25, 2008
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… la strada seguiva i miei passi
leggera e veloce, al ritmo atroce dei
neon bagnati di nebbia. Cadeva la pioggia.
Oscure figure marcivano nella
mia mente contorta assente
di chi
vede il sole levare le
ultime luci notturne
svanire, che il giorno è ormai stanco.
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… è l’alba del giorno passato che
volge alla fine, l’odore del pane si mischia
al puzzo di urina del cane bastardo che in prima mattina
lo vedi frugare nei resti
di ciò ch’è rimasto
i resti, di un pasto di quache barbone distratto che
dorme nascosto tra i fumi dell’alcol su
un letto a due piazze, di carta e d’asfalto.
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…l’osservo, quell’uomo riflesso alla luce del giorno che nasce
dal sole nascosto
tra nuvole grigie rigonfie di pioggia: osservo e li vedo quegli
occhi infossati nel viso ormai stanco, di
attendere l’alba del giorno passato, rincorrere
in sogno
la vita che fugge a passi pacati, tra
i neon e la nebbia di un vecchio quartiere, tra
sguardi distratti velati di rabbia,
e di buone maniere.
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Ottobre 28, 2008 at 10:31 am
” [...] La realtà è un sogno.Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l’acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
“Io sono il sole, i cieli, l’amore”.
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. [...] ”
Pedro Salinas
Che mi hai fatto ricordare con “la voce a te dovuta”….
Lui era Renato il primo uomo con cui ho pensato che avrei potuto costruirci qualcosa insieme…molto di più delle mie innumerevoli tresche, lui era il mio “ragazzo” e per la prima volta non mi sentivo schiava nel dirlo, ma libera.
Lui stava a Catania ed o a Roma, ma ci amavamo da lontano e quando stavamo insieme la realtà era sempre un sogno!
Una notte a casa mia giù a Ct, dormivamo nel letto dei miei che erano partiti, lui prende il nostro amato libro di Salinas, per leggerlo un’altra volta insieme…testo spagnolo con traduzione italiana a fianco, si intitolava come la sua tanto nota “LA VOCE A TE DOVUTA”, ma dentro ce n’erano tante altre, le conoscevamo tutte…ci immergevamo in quelle parole e ci sentivamo indissolubilmente uniti…
Quella notte però eravamo stanchi, erano già le cinque del mattino, ma noi non rinunciammo alla nostra lettura insieme.
Lui accende delle candele sopra un mobile di marmo, io lo attendo nel lettone ed insieme leggiamo…finchè, senza accorgercene, ci addormentiamo…
Il risveglio con le urla di mia sorella Michela, lo stordimento ed intorno fiamme e fumo, non potrò MAI dimenticarlo…
Miky si era svegliata perchè dalla fessura sotto la porta era arrivata nella sua stanza un tale odore di bruciato che non poteva più sopportare…e quando si accorse da dove stesse provenendo, temette di aprire quella porta…era terrorizzata dello stato in cui poteva trovarci…ed invece per fortuna ci trovò solo un po’ rintotiti dalla mancanza di ossigeno e puzzolenti di bruciato, ma le fiamme erano ancora lontane dal letto.
Nonostante il mobile fosse di marmo era sotto una finestra con le imposte di legno…e Salinas ancora oggi,dopo otto anni, mi sa di bruciato…
Ho sputato il fumo nero per giorni,la stanza dei miei ha puzzato per mesi, nonostante avessimo fatto il possibile, ma soprattutto non ho mai più acceso una candela prima di addormentarmi!
Salinas continuo ad apprezzarlo,ma lo leggo di rado e preferisco leggerlo in spagnolo.
A presto libertini…