... ogni piccola luce evoca profonde oscurità.

Ogni piccola luce evoca profonde oscurità.

(il Signor P.)

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Tutto è iniziato così, in modo innocente.

Mi sono messo a pensare durante le feste, e anche quando andavo in discoteca o in qualche locale alla moda la sera per l’aperitivo, giusto per divertimento. Lo facevo intensamente, ma a dir la verità, lì per lì, non davo peso alla cosa.

Poi però, inevitabilmente, un pensiero tira l’altro come una nocciolina quando se ne mangia una, e ben presto mi sono ritrovato a pensare anche quando non ero in compagnia. Ho cominciato a pensare anche da solo, per rilassarmi – mi dicevo – ma sapevo che non era così…

Senza che me ne accorgessi, pensare per me è diventato sempre più importante e così ho finito con il pensare sempre. Persino sul lavoro. Ma mi rendevo conto che pensare e lavorare non andavano d’accordo, soprattutto quando si lavora nella redazione di un giornale, per di più schierato, ma non ne potevo fare a meno.

Conseguentemente durante le pause evitavo gli amici e mi mettevo a leggere Arthur Schopenhauer e Jean Baudrillard. Quando rientravo a casa dal lavoro avevo le vertigini ed ero piuttosto confuso, mi domandavo: “Che cosa ci sto a fare qui?”.

A casa non andava tanto bene. Una sera, spenta la tv ho chiesto alla mia ragazza il significato della vita. Quella sera è andata a dormire da una sua amica, ha detto.

Ben presto mi sono guadagnato la reputazione di essere un “pensatore incallito”.

Poi un giorno la mia ragazza mi chiama e mi dice: Senti, ti amo tanto, sei il più importante per me, ma mi dispiace dirti che il tuo continuo pensare sta diventando un vero problema. Se non la smetti di pensare anche quando sei con me, ti dovrai trovare un’altra al mio posto.” Questo mi fece pensare molto…

Dopo questa conversazione sono andato a casa da lei prima del solito e le ho confessato: Senti cara, stavo pensando…”.

Lo so che stavi pensando – mi ha risposto – ed è per questo che voglio chiudere con te…”

Ma cara, non è poi così grave”.

Si, lo è” – mi ha risposto sull’orlo di una crisi di nervi – “Tu pensi come uno scienziato, e gli scienziati guadagnano poco. Così se cominci a pensare non avremo abbastanza soldi non avremo nulla per il futuro”.

Il tuo è soltanto un falso sillogismo”. Le risposi un po’ spazientito, col risultato di farla piangere.

Ne avevo abbastanza.

Adesso vado in biblioteca”, le gridai mentre uscivo dalla porta. Sono salito sul mio scooter con la voglia di leggere un po’ di Nietzsche, poi ho acceso la radio del mio walkman e l’ho sintonizzata su un canale culturale. Arrivato al parcheggio sono subito corso alla porta della biblioteca… ma era chiusa!

Ancora oggi penso che quella sera “Qualcuno lassù mi stava aspettando”. Mentre cadevo al suolo con le mani sul vetro insensibile della porta alla ricerca disperata di Zarathustra fui colpito da un poster che diceva: Amico, il troppo pensare ti rovina la vita?”. Quasi tutti sanno che cosa significa, si tratta del poster dei Pensatori Anonimi, una comunità per il recupero di gente come me.

Ed ecco che cosa sono diventato oggi: un pensatore pentito.

Da quando ho smesso di pensare, la vita mi sembra, come dire… più facile, meno complicata, tutta un’altra cosa.

Ben presto riuscirò a votare per Forza Italia, ad appoggiare ogni guerra iniziata dagli amici americani che venga combattuta in nome della libertà e della difesa della civiltà occidentale contro ogni terrorismo. Inizierò a vedere nel mio cellulare dotato di videocamera l’immagine del progresso cui l’umanità tanto aspira, e nella mia nuova automobile il “prolungamento del mio pene”. Guarderò programmi tv come non ho mai fatto prima: reality show e di intrattenimento, Grande Fratello, La fattoria, La stalla, La pupa e il secchione, e poi Porta a Porta, Domenica In, Buona domenica, Un posto al sole, 100 vetrine eccetera-eccetera per essere più partecipe alle discussioni della gente, e a seguire anche l’Inter perché “squadra più forte d’Italia” e “pulita” nonostante tutto lo scandalo intercettazioni, passaporti, pedinamenti…

Considererò la violenza nelle scuole, negli stadi, nelle periferie, non sintomo di una società malata che non va nel verso giusto, no… ma episodi sparsi qua e là, utilizzando la logica nei ragionamenti, soltanto per risolvere i quiz in Tv dell’Eredità o Chi vuol essere milionario

Chiederò un mutuo per acquistare la casa dei sogni, perché “purtroppo” gli affitti sono aumentati – gli appartamenti infatti oggi più sono vecchi ed usurati, più acquistano valore –, senza pensare che poi vivrò soltanto per pagare la banca che me lo concederà. Non penserò al sistema del signoraggio in ambito bancario, né al debito pubblico che aumenta, perché tutto si risana, e che la globalizzazione ci porterà ancora più benefici.

Comincerò a pensare che il problema rappresentato dai Dico – dopo un quinquennio burrascoso berlusconiano – debba avere la priorità su tutte le altre questioni, anche sul precariato che condanna noi giovani per il futuro, e che chi cambia sesso debba ricevere un contributo statale, perché giusto così… Le persone inizieranno a considerarmi ottimista, positivo, e non più pessimista, e in più in questo modo riuscirò a guadagnarmi il mio bel posticino in paradiso! Mi convincerò che esiste una differenza fra destra e sinistra in Italia, e che il Partito democratico possa davvero unire l’elettorato del centrosinistra.

Mi convincerò una volta per tutte, infine, che la filosofia trionfa facilmente sui mali passati e su quelli futuri, ma sui mali presenti nulla può fare perché questi inevitabilmente trionfano su di lei.

il Signor P.    6.5.2007