…opinioni: l’avvelenato.

aprile 26, 2007

oggimilamento. Ho un piccolo nodo alla gola, una ragade sul buco del culo, un brufolo all’interno del naso che mi dà un fastido, ma un fastidio… vorrei parlare del signor P.

Il signor P. è un personaggio strano. Il signor P. è quel personaggio che pur sparando continuamente le stesse cazzate, giorno dopo giorno si sente un uomo nuovo. E’ uno che di solito sta sempre dalla parte giusta, ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa. E’ un concentrato di opinioni che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani, e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire. E’ un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza: si allena a scivolare dentro il mare della maggioranza. E’ un animale assai comune che vive di parole da conversazione; di notte sogna e vengon fuori i sogni d’altri sognatori, di giorno esplode la sua festa che è stare in pace con il mondo e farsi largo galleggiando. Il signor P. non ha capito bene che rimbalza anche meglio di un pallone: aerostato evoluto che è gonfiato dall’informazione. E’ il risultato di una specie che vola sempre a bassa quota in superficie, poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato, si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso.

Il signor P. è quello che non ha capito bene che se io sono andato via da Roma è per un solo motivo: quello di non diventare come lui. Per non rischiare di buttare al macero anni e anni di studi per rincorrere una pacca sulla spalla da gente interessata solo a mantenere la poltrona sotto il proprio culo. Per non rischiare di trasformare la cultura in una merce che acquista valore in modo inversamente proporzionale al livello della propria dignità, per non trasformarla in un gioco a premi. Chi vuol essere miliardario? Per non far cadere nel ridicolo grandi autori dei quali ci si è cibati negli anni, come quando si trasforma Vian in un personaggio da Bohème. Per non cadere nel ridicolo discutendo sull’autenticità di documenti pseudo-storici come i Protocolli di Sion. Per non cadere nel ridicolo discutendo sull’esistenza degli UFO, la veridicità delle stimmate, i cerchi nel grano… abboccando come Renzo di fronte all’avvocato Azzeccagarbugli e trasformandosi egli stesso nell’avvocato di manzoniana memoria. Per cose di questo genere non serve prendere una laurea, basta andare su Wikipedia.

Non mi piace essere cattivo. Ma combatto ad armi pari. Davanti alla stupidità uso la stupidità. Davanti la banalità, la banalità. Di fronte alla cattiveria divento cattivo.

Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco, e al fin della licenza io non perdono e tocco.

E allora facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti; venite portaborse ruffiani e mezzecalze, feroci conduttori di trasmissioni false. Avete sempre fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti buttate giù le carte, tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo maledetto assurdo Bel Paese. Non me ne frega niente se anch’io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere io amo essere odiato; coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco, e al fin della licenza io non perdono e tocco.

La scelta presa con Marta di venire in Calabria è stata difficile e ben meditata. Non è una gita quella che stiamo facendo, ma il tentativo di costruirci un’esistenza alternativa a quella che io definisco da schiavi. Abbiamo di fronte una montagna da scalare e ogni passo che riusciremo a compiere verso la cima sarà motivo di gioia e di orgoglio. Credevo che gli amici ci sarebbero stati vicini materialmente e psicologicamente. Pochi lo sono stati. E saranno anche quelli che condivideranno con noi le gioie del futuro. Molti invece hanno dato fiato ai soliti tromboni lamentosi di piccoli uomini (…e donne!) che per non pensare alla propria infelicità la cercano in quella degli altri. Il signor P. era, ed è tutt’ ora, uno di quelli che ogni volta che può sottolinea a Marta le sue convinzioni riguardo al nostro futuro:

che mi conosce bene, lui

che già una volta l’ho già fatto, io

che lei non mi conosce ancora, lei

che tanto presto tornerò, la lascerò.

…allora. E con questo chiudo. Io mi domando e chiedo a Voi che mi leggete: come si fanno a dire delle cose del genere ad una ragazza che ha mollato tutto quello che aveva a Roma, per inseguire un sogno con il proprio ragazzo? Quanto si deve essere stronzi e vigliacchi per non farlo davanti a me? Quanto poco si ha coscenza di come gira il mondo se non ci si rende conto del grande passo che io e Marta abbiamo fatto e quanto quest’ultimo possa essere stato indice di un malessere che prima esisteva e che con questa scelta è stato sanato?

…a voi. Il via al turpiloquio.

P.S. : fossi stato donna, di pelle nera e con tanto tanto adipe distribuito in modo informe, e magari mi piacesse vestire a pois, avrei scelto Londra come luogo per vivere. Ma sono uomo, di pelle olivastra e posso mangiare tante soppressate. Quindi va bene anche la Calabria.

Se il video si vede a scatti lasciatelo in pausa per qualche minuto, il tempo che si carichi la linea rossa.

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15 Risposte to “…opinioni: l’avvelenato.”

  1. liberto Says:

    …commento me stesso:
    quando scrivo che l’alternativa alle mie scelte è un’esistenza da “schiavi”… non voglio offendere nessuno. Era solo una velata citazione di Russell: l’etica del lavoro è l’etica degli schiavi.
    Ma questo comunque non mi giustifica e il mio amico Scurpiddu, col suono del suo zùfolo, mi ha giustamente richiamato. Quella mia frase è frase da ‘mbelenatu, da avvelenato. E’ solo il risultato di quello di cui sopra:
    “Non mi piace essere cattivo. Ma combatto ad armi pari. Davanti alla stupidità uso la stupidità. Davanti la banalità, la banalità. Di fronte alla cattiveria divento cattivo”.

  2. maddalena Says:

    amico mio, caro davvero, come ben sappiamo è una scelta difficile prendere in mano la propria vita, dopo un lungo sonno indolore… e quanto è bello poi sapere che non si è soli, che c’è qualcuno con noi che vuole vivere i nostri stessi sogni, e magari anche condividere le stesse difficoltà! Perchè effettivamente non è facile, lasciare tutto, le certezze, le abitudini, per andare incontro a qualcosa di così incerto….
    Ma recentemente ho preso coscienza che per vivere bene ci vuole tanto tanto coraggio.
    Ma sai, tanti non lo capiscono, e non li si può tanto incolpare, perchè i desideri e le aspettative sono così personali e soggettive…. c’è chi è felice in un modo e chi in un altro, e forse, alla fine, non vale neanche la pena stare a giudicare di questo. Mio papà mi dice spesso “Chi non sa fare insegna” e com’è vero….!Ciò che conta è quello che vuoi Tu e la tua Marta (che se non ti spiace è un po’ anche la mia Marta, e mi manca tanto, ma so che state costruendo qualcosa di importante e quindi va bene così….)e fregatene degli altri, me compresa. c’è chi sostiene e chi demolisce, ma alla fine il progetto è il tuo e chi ne raccoglierà i frutti siete Voi!!
    Però una cosa te la vorrei dire: sai il posto dove uno sceglie di rifugiarsi può essere tanto diverso, ma assolutamente non c’è una graduatoria di merito delle mete “giuste” e di quelle “sbagliate” e mi (ci) dispiace se questa può essere stata l’impressione. C’è qualcuno che ha bisogno di tornare dove tutto è iniziato, anche se sulla carta offre meno possibilità, e chi è costretto a scappare il più lontano possibile dal passato, dalla frustrazione, dal rancore. E credimi, in tal caso, Londra è ancora troppo vicina….
    Per quel che mi riguarda sto considerando un piccolo stato del Sudamerica, di cui ieri qualcuno mi ha dato dettagliate informazioni…..
    Quindi uomo donna, righe pois, grassi (ma non più) o magri, gemelle fratelli, siamo tutti sulla stessa barca, sempre più sgangherata, sempre più affollata, ma lottiamo con tutte le nostre forze per non andare alla deriva.
    E mi piace pensare che prima o poi troveremo tutti il nostro porto sicuro. Alla faccia di chi preferisce stare sulle solite squallide spiagge sovraffollate delle domeniche della vita!

  3. jodiefoster Says:

    potete capire solo tu e lei la bellezza della scelta che avete fatto, ed è stupendo proprio per questo. Non trovi? Due persone contro tutti che si fanno forza a vicenda, che costruiscono qualcosa insieme, non è forse il desiderio di chiunque? Almeno il mio si, e t’invidio non lo nego. Capisco anche che spesso dalle persone che ci circondano, soprattutto se ci teniamo, ci aspettiamo comprensione e appoggio, ma se non dovesse arrivare da tutti, tu non devi temere, perché il tuo mondo ce l’hai già, e stai lottando per quello in cui credi, non tutti hanno la maturità di capire. Peggio per loro.

  4. Daniela Says:

    la tua storia è quella di chi cerca, di chi non si arrende e di chi ha coraggio nel cercare!
    Sono tornata anch’io nel nostro sud dopo un periodo a roma…l’ho lasciata con rammarico per cio’ che essa rappresentava per me, ma sai qual è stata la sorpresa? qui ho trovato di piu’!

  5. liberto Says:

    …la vita ci riserva sempre qualcosa in più, basta cercarlo e saperlo riconoscere e non accontentarsi mai. Non importa il dove. Ciò che importa è il perché. Almeno per me. grazie per avermi scritto… continua a leggermi e buon divertimento!

  6. Jean Sal Turè Says:

    Solo adesso gli occhi velocemente scorrono verso queste righe, senza poter fare a meno,il cervello,
    di fermarsi a pensare.

    Ogni volta che mi fermo la sera sulla poltrona a rammentare l’ultimo anno lasciatomi alle spalle, in sovraimpressione con veemenza compaiono:
    scacchi, canzoni, chitarra e uno spinello da contrappunto

    In questi momenti mi rendo conto di quanto bastava o almeno mi bastava per stare bene, il tempo scorreva e con esso le nottate.
    Era un limbo, il nostro limbo, il limbo della spensieratezza, della felicità, del vaffanculo a tutto e a tutti.

    Vi assicuro che bastava poco…

    Restavamo lì ad improvvisare, chiaccherare, a commentare un culo o due tette, a guardarci in faccia o ad aspettare la mossa.
    Giungeva la mattina, ci auguravamo la buona notte e andavamo a letto… ognuno nella propria camera che sia chiaro.
    Un altro giorno era passato, ancora una volta mi ero sentivo vivo.

    Con ciò concludo:

    “Non esiste un mezzo per essere felici ma la felicità è il mezzo”

    Reputo che quel mezzo l’abbiate trovato ormai da tempo…dentro voi stessi

  7. liberto Says:

    …non basterebbe un post per raccontare le avventure passate con questo personaggio che si firma Jean Sal Turè, storie degli ultimi anni in una Roma che mi aveva ormai regalato tutto ciò che un ragazzo può chiedere, amori tradimenti sesso droga musica libri cinema teatro mostre abbuffate alcool stranimenti e noia, vita. Ogni sera sapevamo già quel che avremmo fatto in modo pressocché identico alla sera precedente e a quella successiva. Niente di nuovo. Io e lui soli in casa. Certo a volte si usciva e vi assicuro che quando inizierò a raccontare quel periodo voi non crederete ai vostri occhi. Ma la maggior parte delle volte si stava in casa a continuare a chiedersi: “…e quindi?“. Centinaia di serate passate con questo quesito, centinaia di serate iniziate dicendo “vabbè stasera usciamo! fuori è pieno di gnocche e noi stiamo qui a casa a trastullarci come bestie! stasera si esce!” Iniziavamo con un bicchiere di vino, una cannetta e il comando: “vai!” Io prendevo la chitarra e si strimpellava il nostro repertorio. A volte ci si filmava con la videocamera. Sempre si finiva a parlar di femmine davanti ad una scacchiera a declamare le nostre poesie a sognare a occhi aperti e a decidere che film vedere per concludere la serata continuando a sognare. Lui puntualmente si addormentava entro i primi trenta minuti. Anche quella sera non saremmo usciti e lo sapevamo già dall’inizio. Lo sapevamo perché bastavamo a noi stessi e tutto intorno non era altro che qualcosa in più, quasi inutile, superfluo se non dannoso al buon esito della serata. In questo blog ho parlato di Scurpiddu dicendo che è la persona con la quale ho passato le serate più belle dell’ultimo periodo, di Danielona che è stata quella che più di tutti è stata vicina alle scelte mie e di Marta, e di Orazio che è l’unica persona verso la quale il mio affetto è andato sempre aumentando negli anni. Bè esiste una persona sulla quale queste tre qualità convergono e questa persona è Turè. Siamo molto simili io e lui, nei pregi e nei difetti e questo nei primi tempi me lo rendeva un pò insopportabile, era come se avessi davanti uno specchio. E’ l’unico dal quale ammetto di aver imparato. L’unico capace di insegnarmi qualcosa. L’unico capace di sognare, capace di illudersi e di arrossire. Credetemi, essere unici non è facile in questo mondo omologato e globalizzato. Ed essere unici e simili a Me è pressocché raro. Quasi quanto i miei momenti di umiltà.

  8. Signor P. Says:

    Il sito si chiama Iononmilamento, e meno male… Certo che in questo pezzo ci sei andato giù pesante!
    E’ inutile lo so discutere di certe cose, non sono riuscito a spiegartelo a parole, sono sicuro di non riuscirci nemmeno adesso, soprattutto su un terreno che è il tuo, e in più non sono stato neanche invitato.
    Ci sono soltanto un paio di cose che vorrei dirti caro Liberto:
    Il signor P. era da tanto tempo che avrebbe voluto sapere, considerandoti un “amico”, il perché di quel cambiamento avvenuto nei suoi confronti… oggi invece il signor P. ha scoperto finalmente cos’è che pensi tu di lui… e allo stesso modo di come ha saputo della tua decisione di lasciare Roma ossia tramite bocca di qualcun altro, ha scoperto l’esistenza di questo blog da dove colpisci, ferisci e sugli altri influisci…
    Eh, Liberto, cosa posso fare? Sono venuto a Roma con l’obiettivo di laurearmi, poter entrare nel mondo del lavoro, e ricevere un mucchio di gratificazioni (soldi) oltre alle pacche sulle spalle da qualche personaggio influente… Ma in fondo sono un po’ le aspirazioni di tutti, non prendiamoci in giro… poi succede (a meno che non si utilizzano corsie preferenziali)che in base alle proprie capacità c’è chi ci riesce e chi no… a me fino ad ora mi sta andando bene!
    Tu invece, non mi dirai che quel giorno che prendesti il treno dalla Calabria, per tentare la grande avventura, lo facesti con la speranza di tornare a casa, e a mani vuote? (esclusa M. altrimenti sarebbe veritiera la risposta di un mio amico calabrotto che dà alla domanda “Cosa fà tuo fratello nella vita? E’sposato!”. Oppure che quelle giornate e anche nottate passate a studiare ti siano servite, preso dalla nostalgia, a scrivere tali considerazioni. O le ore passate in laboratorio con le scimmiette ad aprire loro i crani, per lavorare, in un futuro neanche troppo lontano, in un call center? Io ho intrapreso una strada e continuo a percorrerla… No, non mi dirai che hai scoperto solo adesso che la vita funziona in un certo modo, e che quindi incazzato hai fatto pacchi e pacchetti e te ne sei tornato a casa? O forse si? In fondo fino a poco tempo fa dicevi che stavi bene, e che quella condizione da “precario” che tanto acclamavi in fondo ti stava tanto stretta…
    Sono anni Frank che non ci frequentiamo. Non so se te ne sei accorto… Si cresce, si cambia, si matura, ognuno ha fatto le proprie scelte. E credo che le mie non abbiano influito sulle tue o no? Perciò non capivo il perché di certi tuoi atteggiamenti. Una volta tentai anche di chiedertelo, ma naturalmente Liberto da buon calabro non parla, tiene tutto per sé salvo poi scegliere il momento meno propizio, e vomitare certe cattiverie che oltretutto persone che mi conoscono hanno modo di leggere e commentare! Oggi, è facile per te scrivere, e a centinaia di km di distanza… “lui mi ha fatto crescere”, “di lui aumenta la mia considerazione con il passare degli anni”… Boccaccia mia famme stà zitto direbbe qualcuno. Ma fa niente… Di una cosa sono certo: sarebbe bastato parlare una sola volta per chiarirsi e invece niente… Hai preferito che ti rimanesse dentro il tutto, per avere poi un giorno materiale dal quale trarre ispirazione. Io sarei quello che si riempie di cazzate eh?… volevo ricordarti caro Liberto, che se qualcuno che ti conosce bene ti ha soprannominato “Pinocchietto” avrà avuto i suoi buoni motivi.
    Ps. Anche il signor J. si è fatto 2 risate nel leggere il tuo blog… continueremo a seguirti costantemente e intervenendo anche se necessario!
    Ps2. Riguardo al Vian – è una cosa che mi preme molto dirtela – dopo la pubblicazione sul giornale, ho ricevuto una delle lettere più belle della mia vita: era scritta di suo pugno da colei che in Italia Boris Vian ce l’ha portato…

    Qualora dovessi rispondermi, considerando il bene che ti voglio, preferirei che lo facessi privatamente, e non sulle pagine di un blog… il massimo sarebbe farlo guardandoci negli occhi. Grazie

  9. liberto Says:

    Il commento si commenta da solo. Quindi non commento, vi rimando al post a cui si riferisce. Tanto le cose chi non può capirle non le capisce. C’è nulla da fare. Lascerò il commento del signor P. per un pò di giorni, poi forse lo toglierò. Questo è il mio spazio e i fascisti razzisti convinti non hanno spazio nel mio mondo. E questo blog è il mio mondo. Appunto, non è stato invitato. In questo mio mondo ci entra solo chi non ha “l’aspirazione di fare un sacco di soldi” e non è convinto che sia “l’aspirazione di tutti”, chi non è convinto che son tornato da Roma a “mani vuote a parte Marta”, chi non è convinto che “la vita funzioni in questo modo”, chi non è convinto che il “buon calabro è quello che non parla” … chi non è convinto.
    Il mondo che conosco io è diverso dal suo e gli consiglio vivamente di cambiare compagnia se vive in un mondo tanto sterile.
    Così la smetterà di fare il saluto romano, di scrivere cazzate e inizierà a sognare un pò di più. E questo è un augurio. C’è tanta gente che è morta per colpa delle idee da lui incarnate e tanta gente che soffre ancora per colpa di ciò che il signor P. rappresenta: il braccio del potere, la mafia culturale, la feccia accademica. E il bello è che per scrivere ciò che pensa lo pagano con i nostri soldi, quelli dei contributi statali alla “cultura”, mentre quei soldi potrebbero essere utilizzati per aiutare tanti ragazzi capaci di farla veramente la “cultura”.
    Quindi mi ritengo più dignitoso io che ho passato nottate a studiare per finire in un call center che lui che non c’ha capito nulla di quello che ha letto e lo dimostra ogni volta che apre bocca (o che scrive!)

    Su come io concepisco la “cultura” vi rimando al prossimo post.

    Chi parla per pregiudizi, per sentito dire, chi esprime le proprie opinioni convinto che siano legge… chi è convinto… scriva pure su Il Foglio. Non qui.
    In questo personaggio si concentrano tutte le qualità di ciò che io nel mio blog affermo non bisognerebbe essere. Dal punto di vista umano, dal punto di vista culturale. E non è un caso che ne ho parlato nell’unico post che meno abbia a che fare con lo spirito del blog. Certo anche il Biscione è “riuscito” a diventare il Presidente del Consiglio e Bush a stare al comando della nazione più potente al mondo, Ferrara direttore di un quotidiano… “nella vita c’è chi riesce e chi no!” …mi viene detto! mah!
    Capite cosa voglio dire?
    Scrisse un giorno qualcuno che tre sono i flagelli che minacciano il mondo:
    primo, la piaga del nazionalismo
    secondo, la piaga del razzismo
    terzo, la piaga del fondamentalismo religioso
    tre pesti unite dalla stessa caratteristica, dallo stesso comun denominatore: la più totale, aggressiva e onnipotente irrazionalità.
    Impossibile penetrare nella mente contagiata da uno di questi tre mali. Nella testa di un tipo così arde il rogo sacro che aspetta le sue vittime. Qualunque tentativo di fare un discorso risulterà inutile. Quello non vuole un discorso, vuole una dichiarazione. Vuole che tu sia daccordo, gli dia ragione, lo autorizzi. Altrimenti non sei nessuno, neanche esisti, visto che per lui conti solo in quanto mezzo, arma, strumento. Non esistono individui, esiste solo la causa.
    n.b. :la lettera della “massima esperta” di Vian in Italia erano due righe che ringraziavano il signor P. per averla citata nell’articolo che il signor P. aveva scritto utilizzando la famosa tecnica del copia-incolla. A me era sembrato più un: “grazie per avermi almeno citato”, ma forse la lettera era un’altra e sto confondendo. Questo non toglie che Vian non l’ha mai capito. Mio parere ovviamente.
    …in extremis, perché mi sono rotto le palle di stare a commentare ancora le cazzate del signor P. anche da cinquecento chilometri di distanza, se voleva che gli rispondessi in privato poteva scrivermi in privato e con un tono di chi si dispiace per la faccia di minchia che tiene ma non è colpa sua. Il mio post era solo un attacco per come si era comportato nei confronti di Marta, non la descrizione di quello che penso di lui. In questo secondo caso sarei stato molto più duro. Ve lo assicuro.
    …avevo detto che non avrei commentato, ma l’ho fatto anche se in modo superficiale.
    ho avuto molti commenti su questo post e l’unico che non l’ha compreso è proprio il destinatario. Pecca mia. Incapacità sua. Mi spiace che l’unico post che poco ha a che fare con lo spirito del blog sia quello più clickato. Questo conferma la mia teoria che siamo un pò tutti assuefatti e drogati dallo stile scandalistico dei mass-media di oggi. Siamo tutti consumatori di lamenti e ci piace lamentarci, fare polemiche sterili, scandalizzarci. E su questo c’è chi ci mangia. Meditate.

  10. liberto Says:

    …e qui pubblico anche la lettera che ho scritto in privato al signor P.: 🙂
    …e ti rispondo anche in privato. Perché le nostre beghe non fanno parte del mio blog.
    Il post “l’avvelenato” era solo un attacco a caldo di quanto stronzo sei stato nel comportarti in quel modo con Marta.
    Tu non mi conosci e non hai mai capito un cazzo di me. E il tuo commento lo dimostra. Ma andare da Marta a ripetere in più occasioni che sarei tornato, che l’avrei lasciata che… vabbè lo sai, è proprio da stronzi.
    Ho cambiato il mio attegiamento nei tuoi confronti perché tu sei cambiato.
    Se quando ci fossimo conosciuti m’avessi fatto il saluto romano ti avrei mandato a cagare. Se quando ci siamo incontrati fossi stato così convinto quanto lo sei ora, ti avrei mandato a cagare. Sei tu che sei cambiato, no: “la gente cambia”.
    Il Foglio ti ha dato alla testa e non te ne sei accorto. L’ambiente pseudofascista che frequenti all’ univesità ti ha cambiato e non te ne sei accorto. La “cultura” che hai assorbito ti doveva “proteggere” da certe influenze da giornalai ignoranti, da accademici poltroni. Ma non solo non è successo ma hai utilizzato la tua pseudocultura per fare la scalata verso la mediocrità. Sei peggiorato con gli anni, non maturato come sostieni in quel commento del cazzo che hai fatto. E se io ti attacco in quel modo è solo perché vederti cadere così in basso m’ha fatto male.
    Quando si cantava “io militare non ci voglio andare, cosa devo dire cosa devo fare…” io ci credevo veramente e l’ho dimostrato con un processo. E questo vale per tutto ciò che sono stati i trascorsi insieme. La coerenza è una cosa importante per me. E tu non solo non sei stato coerente, ma te la spacchìi pure.
    Non ti avrei mai attaccato se tu non avessi fatto lo stronzo con Marta. Ognuno la pensa come vuole per quanto mi riguarda, ma se la pensa come la pensi tu non possiamo più essere amici. Più volte ho cercato di farti capire che non mi piaceva come ragionavi, quello che dicevi… te l’ho detto e te l’ho anche messo in rima. Ma tu niente.
    Non posso andare in giro a dare lezioni di vita. Non ne sono capace e per quanto mi riguarda chi vuol capire capisce, altrimenti sei solo una testa di legno.
    Non è una buona strada quella che hai preso e questo te lo dico con il cuore. Hai perso la dignità e stai costantemente piegato a novanta gradi. E poi che centra il laboratorio, il pinocchietto, il call center, boccaccia mia… qui non si tratta di giudicare la vita degli altri, ognuno fa le scelte che meglio crede. Altra cosa è credersi migliori e andarlo a spiattellare ai quattro venti.
    E te lo ripeto ancora, così lo capisci meglio: mai ti avrei attaccato se non avessi fatto lo stronzo con Marta.
    Quindi, e concludo, ficcati quel braccio teso nel culo e smettila di crederti l’elite della società solo perché invece di lavorare in un call center scrivi cazzate nei media… oggi scrivere sui giornali è indice di incapacità non di cultura. E le numerose firme che ci stanno in giro lo dimostrano. Hai una fortuna, che è quella di poter essere letto da tante persone e tu la stai sfruttando per far soldi piuttosto che per dire la tua.
    Studia, continua a studiare. Ricomincia il corso di storia che non c’hai capito nulla. Soprattutto studia la storiografia moderna, l’epistemologia degli ultimi decenni… che ti aprono un pò il cervello. Non riempirti la bocca di paroloni che non capisci e che ripeti a memoria. Cerca di capire quello che leggi. E leggi direttamente dalle fonti, non i commentatori.
    Inquadra il pensiero di un autore nel periodo storico in cui è vissuto e non credere che dato che ha un nome importante c’abbia per forza ragione. Ma convinciti socraticamente che abbia torto e cerca di capire che quello che leggi è solo lo specchio del tempo in cui ha vissuto l’autore.
    Non la Verità. Ma la Verità di cui si era convinti all’epoca. Questa è epistemologia. E ti converrebbe studiarla.
    E lo stesso vale per il pensiero moderno, che dimostri in ogni tua affermazione di non conoscere. Hai una cultura di tipo “opuscolare” e ti sei fermato all’ottocento, la stessa cultura che ha portato l’umanità al NazionalSocialismo, al Fascismo, alle dittature comuniste, al nazionalismo becero, al razzismo, all’eugenetica. Tutte cose che guardacaso permeano la tua personalità: il tuo cervello è un esperimento in piccolo di quello che è successo all’inizio del secolo scorso. Di dove lo studio possa portare se fatto a cazzo.
    Vai oltre. Studia bene il pensiero di inizi del novecento direttamente dalle fonti. Non dalle enciclopedie. E forse riuscirai a levarti di dosso tutta quella monnezza che ti sei caricato dietro in questi anni. E forse riuscirai a ritornate autentico. Come eri prima quando ti descrivevo come il migliore amico.
    Si poteva fare tanto insieme. Ma tu hai preferito la gloria posticcia. E questo mi appare assurdo per chi si definiva grunge. Forse per te la musica è solo un passatempo. Per me è arte e anche i Pearl Jam sono arte. Quindi vita. Quindi verità. E io credo nella vita. Tu invece sei morto. E credo che lo sappia anche tu.
    Prima avevo un amico vivo, e se avrai modo dileggermi sul blog capirai cosa sentivo quando parlerò di casa Ausoni all’epoca della Belle Epoque. Oggi ho un conoscente morto, qualcuno che forse farà carriera in un mondo che è il contrario del mondo che si sognava cantando i Negrita, leggendo Vian e ascoltando i Pearl Jam. Un mondo che si può cambiare solo se chi ha l’opportunità di dire la sua la dice secondo quegli ideali. E Vian c’è morto con quegli ideali nel cuore. E forse è morto proprio a causa di essi. Ma ancora oggi ne stiamo qui a parlare.
    Quelle due righe che commentano la lettera che ti è arrivata da chi Vian l’ha portato in Italia, sono proprio penose. Innanzi tutto perché chi ha tradotto e prodotto Vian in Italia non è detto che l’abbia capito. Ma è più sicuro che c’abbia mangiato. Come te, d’altronde.
    E poi perché Vian comunicava proprio l’opposto di ciò che tu e lei affermate. “Vian” sono le sue opere, non il personaggio romanzato che avete creato.
    Dici che tutte queste cose te l’avrei dovute dire precedentemente?
    Può essere. Forse speravo che avessi tanto cervello da accorgertene.
    E con questo concludo veramente.

  11. liberto Says:

    …quanto mi diverrrrto!!!! 😀

  12. Pearl Jam Says:

    DO THE EVOLUTION

    Clicca su:



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    Sono avanti, sono un uomo, sono il primo mammifero che porta i pantaloni
    Sono in pace con la mia avidità, posso uccidere perchè credo in dio
    È l’evoluzione, caro
    Sono la bestia dell’uomo che compera le azioni nel giorno del crollo
    In libertà, sono un carro
    E appiattirò tutte le colline ondulate
    È un comportamento da mandria
    È l’evoluzione, caro
    Ammirami, ammira la mia casa, ammira la mia canzone,qui è la mia giacca
    Questa terra è mia, questa terra è libera
    Farò quello che voglio ma irresponsabilmente
    È l’evoluzione, caro
    Sono un ladro, sono un bugiardo, qui è la mia chiesa, canto nel coro:
    “Hallelujah, hallelujah”
    Ammirami, ammira la mia casa, ammira la mia canzone,
    Ammira i miei vestiti
    Perché noi sappiamo, affamati di banchetti notturni
    Questi indiani ignoranti con c’entrano niente con me, perchè? Perché…
    È l’evoluzione, caro
    Sono avanti, sono avanzato, sono il primo mammifero che fa piani
    Ho trascinato la terra, ma ora sono in alto
    Venti, dieci, guardalo andare a fuoco
    È l’evoluzione, caro, è l’evoluzione, caro fare l’evoluzione, dai, dai, dai.

  13. CasalingaSposata Says:

    Caro signor P, scusa se intervengo. Sai, io lavoro in un call center e sono sposata. Sicuramente quando chiederanno a tua sorella o a tuo fratello (se ne hai): “cosa fa tuo fratello?” …loro saranno orgogliosi di poter comunicare al proprio interlocutore che il loro fratello signor P fa il giornalista per il Foglio (ho capito bene?).
    Sai, io il Foglio non l’ho mai letto e da queste parti ti assicuro che non ne ho mai visti (forse a Roma leggeranno tutti il Foglio? …ma a sentire Beppe Grillo sembra che se non fosse per i contributi governativi dovrebbe chiudere) …noi ci accontentiamo del Quotidiano o al massimo della Gazzetta del Mezzogiorno… ma sto divagando…
    …davvero credi di essere migliore del fratello del tuo amico che “è sposato”? Davvero credi che ciò che conta nella vita è “culistriarsela”, vantarsi del lavoro che si fa? Credo che nella vita conti “altro” e se io potessi “grattarmi” tutto il giorno senza dover pensare a guadagnare il pane e dovessi fare solo “la moglie”, credo che lo preferirei. L’etica del lavoro è l’etica degli schiavi. E di questo ero convinta prima ancora che Liberto lo scrivesse tra le sue pagine elettroniche.

  14. liberto Says:

    …stop! stop! stop! STOOOOP!!!!
    E che cazzo! Non è questo lo spirito del blog! Mannaggia a me e a quando ho pubblicato quel cazzo di post.
    IONONMILAMENTO! E neanche voi dovete farlo!
    Insomma, ho già spiegato che il post l’ho scritto a caldo preso da un raptus irrazionale per il fatto che Marta era stata “maltrattata psicologicamente” dal signor P. Quello che ho scritto di lui non descrive la persona, il ragazzo, l’uomo e le sue scelte. Ma era diretto solo verso UN ATTEGGIAMENTO, UN MODO DI FARE che a me aveva dato fastidio e che comunque NON COMPRENDE IL PERSONAGGIO IN QUESTIONE NEL SUO COMPLESSO… ma solo quella parte del suo carattere che a me da’ sui nervi. Poi ognuno fa quello che cazzo gli pare, ma in questo blog non si lamenta. Lo posso fare solo io, e solo raramente.
    In fondo in fondo in fondo è un bravo ragazzo e non fa male a nessuno. Certo m’avesse risposto in privato e non avesse alimentato la polemica non avrei continuato a vomitargli addosso i successivi commenti.
    Bastava che m’avesse scritto:
    “mi spiace per ciò che ho detto a Marta, spero che vi troviate bene in Calabria etc, etc… man non hai esagerato sul blog?” …
    …e io avrei risposto…
    “certo che ho esagerato, m’hai fatto incazzare?”
    E avrei fatto pubblica ammenda scusandomi per tutto quello che avevo scritto, che non lo pensavo, che ognuno fa le sue scelte basta che non sta a giudicare quelle degli altri, che odio la gente che giudica ma.. MA se vengo giudicato allora esagero con i giudizi e ogni minimo particolare lo vomito con tutto quello che ho ingoiato precedentemente… insomma tutto quello che si dice in questi casi!
    Quindi non rompete più le palle con questa storia che qui non stiamo in tv. Se vi piace fare polemica andate da un’altra parte. Sono usciti più di dieci post e voi vi fissate con queto argomento!
    Possibile che devo continuamente dare ragione a Blimes?
    E c’ha ragione! E che cazzo! Sapete solo lamentarvi! Io racconto tutto quello che mi viene in mente, senza censura, persino tutte le volte che non mi si è alzato e voi?
    mavafanculu.
    …scusate il turpiloquio, ma io non mi lamento, no?

  15. Iole Says:

    Ma sei proprio sicuro di essere poi così tanto diverso dal Signor P.? A me non sembra…


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