…nota a piè di giornata: Marta.

aprile 30, 2007

[…]

Vorrei una vita a forma di Te

e io già l’ho,

ma non mi basta ancora

non sono ancora contento.

…stavo lavorando all’Halloween, un pub di S.Lorenzo. Mi occupavo della cucina e preparavo per i clienti piatti freddi come panini insalate e cornetti con gelato. Ero arrivato come tutte le sere alle otto, sistemato la cucina, birretta in compagnia di Michela la cameriera e di Mauro, uno dei proprietari, aspettando l’arrivo dei primi clienti. Era aprile, non ricordo tanto bene il giorno, di quattro anni fa. Vado ad aprire la porta e mi trovo davanti una ragazza dai lineamenti nordici e occhi da orientale che mi osserva intimidita. In quel momento non sapevo che quegli occhi mi avrebbero accompagnato tutta la vita. Oggi mentre li osservavo lo sguardo si è inchinato sul neo a forma di goccia che ha sullo zigomo sinistro. Poi sulla minuscola ferita un pò più giù che il suo bassotto le fece quando era piccola e infine su quelle strane orecchie da elfo che le danno un’aria da fata. Oggi la guardavo lavorare dietro un bancone, io confuso tra la folla che non sapeva e non poteva immaginare quanto arduo è distogliere lo sguardo da quel viso, quelle ciocche anarchiche, come il suo spirito, sul suo collo. E voi che mi leggete non potete, non saprete mai quello che provo perché neanche a Lei l’ho mai detto, perché neanche a me l’ho mai confessato. Sono quattro anni che la conosco e sento che non mi basta, sento che se Lei non fosse entrata in quel pub non l’avrei magari mai incontrata e allora tutto il senso che sto dando alla mia vita in questo istante scomparirebbe, e questo mi brucia. Mi brucia non trovare le parole adatte per poterglielo scrivere, sento che dovrei gridare e mentre scrivo le lacrime calde scorrono sul viso, sono salate tra le labbra, sono l’essenza di ciò che provo. Sento una gioia che fa male perché sento che ciò che più voglio già ce l’ho: e ho paura di perderlo. Perché se non ci fosse non avrei nulla da desiderare, e questo è assurdo. E’ assurdo pensare che questa gioia un giorno possa finire foss’anche per la brevità dell’esistenza umana. Sento che con Lei non mi potrei stancare mai di vivere neanche se perdessi tutto. Tutto fuorché Lei. L’augurio più bello che posso regalare a voi che mi leggete è che vi possa capitare anche solo un istante simile a quello che provo io da quattro anni, un istante capace di dare un senso a quello che avete trascorso fino a quell’attimo e che vi possa regalare la gioia di aprire gli occhi tutte le mattine e sperare che dorma ancora un pò, per potervi dissetare gli occhi dall’arsura dell’oblio della notte. Trovare una compagna alla quale regalare te stesso perché ti custodisca nel suo scrigno e ricevere ogni istante passato con Lei lo stesso abbandono. Essere consapevoli di non avere nulla da perdere fin quando sarete in due e avere la certezza di essere corrisposto. Io e Marta non ci siamo mai detti ti amo. Non me l’ha mai detto e non glie l’ho mai chiesto. Non so cosa voglia dire questa parola, l’ho pronunciata e scritta migliaia di volte nei confronti di ragazze che ho sistematicamente tradito. Perché l’ho sempre fatto e non me ne sono mai rammaricato. Sono un traditore, ce l’ho nel sangue e nell’anima. Ma Marta non può essere tradita. E’ come una fede religiosa. E’ la mia religione. Quando ti si risveglia l’altro cuore, il cuore sacro, non si può più fare a meno del calore della sua luce… capisci che niente potrà intaccare questo stato di estasi.

Fin quando i tuoi occhi mi guarderanno, io sarò tuo, che l’oggi restasse oggi fino a domani o che domani potesse tendere all’infinito, io sarò tuo. E lo vorrei perché non sono quando non ci sei, e resto solo coi pensieri miei. E allora io dedico queste note a piè di giornata:

All’istante che ci ha uniti

agli attimi di fremiti fugaci

alle ore di silenzi riempite

settimane, mesi, anni

a Te, unica

che il tempo impreziosisce.

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2 Risposte to “…nota a piè di giornata: Marta.”

  1. marta Says:

    …quando ogni abbraccio, ogni sguardo, ogni piccolo gesto quotidiano ti dice tutto, tutto…e allora nessuna parola, ma proprio nessuna mai potrà cogliere questo sentimento… ogni tentativo di dargli un nome sarà vano. non servono parole, promesse, dichiarazioni… sarebbe come mettere un uccello in gabbia, per mostrarlo. invece lui deve volare, volare su in alto nel cielo, e l’unico compito che ha è di imparare a farlo sempre meglio, un po come il nostro amico Jonathan Livingstone…
    Ti scrivo io, che forse parlo poco e sicuramente non so parlare…ma ti capisco. Sento il tuo cuore battere dentro di me.

  2. lory Says:

    ti capisco,..l’ho già provato e lo provo tutt’oggi questo dolce sentimento…e la paura e il non saper essere capita nel descrivere l’amore ke mi lega forte a Lui…emanuele…che da quel giorno di natale, quando entro in punta di piedi nel mio cuore fece piazza pulita dei miei timori e mi scaldò con il suo AMORE..io un giorno parlando con lui gli dissi che ero felice e tale felicità nn sapevo esprimerla che era indescrivibile e nn sapevo…….


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