…quasi sedici: small is the new Big.

agosto 20, 2007

small.jpg …Il termine Blog è la contrazione di web-log, “traccia su rete”. E’ un fenomeno che è iniziato esattamente dieci anni fa ad opera di uno – che te lo dico a fà – statunitense con la passione per la caccia e la voglia di condividerla su rete. In Italia diventa moda solo nel 2001.

Blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. È un sito (web), gestito in modo autonomo dove si tiene traccia (log) dei pensieri; quasi una sorta di diario personale. Ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni.

Un blogger è colui che scrive e gestisce un blog, cioè io, mentre l’insieme di tutti i blog viene detto blogsfera o blogosfera. All’interno del blog ogni articolo viene numerato e può essere indicato univocamente attraverso un permalink, ovvero un link (collegamento) che punta direttamente a quell’articolo.

Un motore di ricerca come Google utilizza un principio apparentemente elementare per valutare l’utilità dei siti web rispetto ad una ricerca: sono più rilevanti le pagine verso cui punta un maggior numero di links: le pagine più citate da altre pagine. Metodo scientifico. Quindi quando Pincopallino sta alla ricerca di un qualcosa, inserendo la parola-chiave attraverso un motore di ricerca appare una lista di siti che trattano direttamente o indirettamente l’argomento desiderato. In questi cinque mesi miliardi di persone si sono collegati ad internet. Tra queste miliardi di clickate diecimila sono finite su iononmilamento.

Ebbene sì. Siamo arrivati a 10,000. Diecimila clickate. Diecivoltemille il mio blog è stato visitato. Tanti libertini, qualche amico, molte le persone che non conosco. Magari desiderano altro, scrivono ciò che vogliono su Google e tra i centinaia di link che si aprono, piccoloPiccolo appare iononmilamento. Magari incuriositi o speranzosi di trovare ciò che cercavano ci clickano su. Molti vanno via dopo qualche minuto, alcuni leggono qualcosa. Altri, pochi, si soffermano e ritornano successivamente. La WordPress, la piattaforma virtuale sulla quale scrivo ha molti pregi. Il primo è che una opensource, cioè in culo a quelli tipo BillGates o Bayern che si fanno pagare i diritti su ciò che inventano, la WordPress è gratuita. Certo ho i miei limiti, nessuno regala niente per niente ma sono libero di farneticare ciò che voglio. E questo è ciò che voglio. I pregi, dicevo. Questa piattaforma tra le altre cose mi consente anche di conoscer le parole-chiave attraverso le quali gli internauti a me sconosciuti giungono nella mia piccola isoletta nell’oceano sterminato di Internet. Centinaia di migliaia di blog, milioni di siti. Più che un’isoletta direi un granello.

Questo per dire cosa? Per dire che in questi mesi di vita di iononmilamento mi son divertito a trascrivere giorno per giorno le parole attraverso le quali chi visitava il mio sito, c’era arrivato. Si scoprono tante cose. L’internauta ricerca di tutto. Ormai internet viene utilizzato come un’enciclopedia, un calderone dove poter trovare risposte a qualsiasi domanda. Tra le parole-chiave attraverso le quali si giunge al mio sito ai primi posti ci stanno “il gabbiano jonathan livingston“, “mescalina e droghe“, “musica psichedelica“, “blues e moda grunge“…etc. E fin qui nulla di strano: sono alcuni argomenti dei miei post e quindi è normale che un motore di ricerca tipo Google in automatico rimandi anche al link del mio sito.

Anche i vari post dedicati a mia cugina e ai suoi polpacci attraggono parecchie persone che ricercano “cugina stesa“, “come convincere la cugina ad ingoiare“, “ragazze donne polpacci muscoli“, ma anche “esercizi per ingrossare i polpacci“.
E ancora, nulla di strano. Spesso mi capita anche di trovare intere frasi. Gente che cerca “frasi per invitare una donna speciale” o “come aggiustare il mio look per attirare“. Ancora, qualcuno che cerca la “cartina di Isola Liri” o “Masini d’epoca” o ancora, successivamente alla mia discussione con Blimes su Lindo Ferretti qualcuno era stato indirizzato sul mio sito… ma cercava “come aprire i lucchetti con i ferretti“. Per arrivare infine agli allupati. Il novanta percento di quelli che si collegano a internet ricercano argomenti a sfondo sessuale. Naturalmente neanche il mio sito sfugge a questa statistica. E allora ho ricevuto visite da chi era interessato a “donna calabra in campo di grano“, “come si capisce che una donna è ninfomane“, “Tiburtina, prostitute, immagini“, “donne in televisione con calze autoreggenti“, “guardare le gambe di Tiziana“, e chi cercava “ciabattine da camera sexy“, per finire con l’argomento clou, principe: “la prima volta in culo“.

Decine di persone arrivano sul mio sito curiosi di sapere cosa si prova la prima volta che la si prende in culo.

Non c’è dubbio che rimangono insoddisfatti dal mio blog perché io non ho discusso di questo argomento e il risultato della loro ricerca li porta nel mio mondo semplicemente perché “la prima volta” è il titolo di un post e “culo” è una delle parole più frequenti nei miei discorsi. Forse ragazzotti audaci alle prime consapevolezze gay o donzellette in cerca di valide alternative giungono nel mio sito nella speranza di qualche confessione del tipo: “brucia un po’ all’inizio, ma poi godi” oppure: “meglio usare la vaselina” ma io all’epoca di Colli Aniene e successivamente Casa Ausonica avevo poca dimestichezza con queste cose… anche se iniziavo a percorrere strade che m’avrebbero reso “esperto”, almeno per esperienza indiretta.

Casa Ausonica era casa di gay. Detta così è un po’ brutale ma essenziale. Dell’affitto se ne occupava un certo Oliver Degenarth, teutonico e omosessuale. Era stato un inquilino di Casa Ausonica, si era laureato e aveva mantenuto il contratto d’affitto con il proprietario di casa subaffittando ad altri ragazzi con le sue stesse tendenze sessuali. C’aveva guadagnato abbastanza da riuscire con gli anni a spegnere un mutuo per un appartamento e le rate del BMW. Ha un orecchio mozzato e da lì il soprannome “Recchiamozza“. Successivamente sarebbe diventato “Degenàu do’ Brasil“. In quel periodo Casa Ausonica non era nel mio orizzonte visivo e tutto ciò che so mi è stato raccontato da Pasquale. I primi ad approdare in quell’appartameto sono stati infatti lui e DiciPirlaDiciSilvio. In casa c’era una coppia gay che io non ho mai conosciuto, il “morto” un ragazzo poco socievole che sembra si facesse molte pippe utilizzando anche una cremina, “la cremina delle pippette” e un ragazzo pugliese laureato in scienze politiche iscritto ad una scuola di moda, Marco. Anch’egli gay. Marco stava con Giulio, di Grosseto. Marco e Giulio sarebbero stati i miei coinquilini per qualche anno. Marco, un gran bel pezzo di ragazzo, piaceva a gran parte delle mie amiche. Per anni aveva mantenuto latente la propria omosessualità in quel di Puglia. Poi l’arrivo nella Capitale. Aveva lasciato la ragazza con la quale era stato per cinque anni. Lei s’era messa con Sandrone. Lo so che ora state un po’ confusi. Sembra la trama di un Beautiful all’italiana. Vi assicuro che il seguito non ha nulla da invidiare alla soap opera americana.

Quando entrai io, presi la camera del “morto” che poco aveva legato con il resto della casa. Pasquale condivideva l’affitto con Sandrone. Marco stava in singola e la coppia gay aveva lasciato il posto a Davide, un ragazzo di Catania che lavorava come drag queen in giro per l’Italia. Anche lui naturalmente di tendenze sessuali dirette verso il suo stesso sesso.

All’epoca l’universo sessuale mi si presentava come suddiviso in genere maschile e femminile. L’uomo penetra la donna. La femmina gode e a volte partorisce. Tutto ciò che era estraneo a questa visione era A-normale. Un uomo che va con un altro uomo non c’è dubbio che è malato. Avrà qualche disfunzione a livello cerebrale. Una variazione genetica congenita. Avrà avuto un cattivo rapporto con il padre durante l’infanzia, un troppo stretto legame con la madre. Sarà stato violentato dallo zio, dall’amante della madre. Insomma ogni motivo era buono per mostrare una scarsa conoscenza che avevo riguardo argomenti di neurofisiologia, genetica, psichiatria, psicologia. Un’inadeguata esperienza per affrontare il mondo che mi si presentava davanti. Un bagaglio culturale fatto di pregiudizi e tare mentali dovute al provincialismo del mio passato e al settarismo presente. Insomma, ciò che siete molte delle persone che in questo momento mi leggete. Iniziavo a frequentare un mondo che conoscevo solo attraverso i filtri della televisione e le battute degi amici. I gay erano froci e o al massimo checche. Vivevo nel mio mondo convinto della mia superiorità morale. Se avessi dovuto scegliere tra un figlio frocio e uno drogato, non avrei esitato. Un pò come tanti di voi. No?

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