…senza titolo.

novembre 5, 2007

life20and20death7oi.jpg …l’autore di questo blog, cioè Liberto, che poi sarei io, è alla perenne ricerca di dare un senso a ciò che fa. Costantemente consapevole che ciò che fa non ha senso. Tantomeno ne ha ciò che lo circonda.

Molti si oppongono al pensiero nichilista: quello di affermare che la realtà non abbia senso alcuno. E’ un pensiero imbarazzante. Una conclusione dirompente. Se fosse vero la Religione, duemilaEcinquecento anni di Filosofia, persino la Scienza in tutti i suoi settori (medicina, psicologia, sociologia, scienze fisiche, economiche) perderebbero il loro valore esplicativo e ne assumerebbero uno più modestamente descrittivo. Prive dell’assolutezza che le caratterizza, finirebbero di prendersi a pugni e sarebbero valide solamente all’interno di schemi culturali ben stabiliti: relativamente ad un periodo storico e all’interno di un tessuto sociale. Al di fuori di esso non avrebbero maggiore autorità di quella che possiede in un moderno laboratorio di ricerche astronomiche, l’Oroscopo.

L’esigenza di dare un senso a ciò che ci circonda è insito nell’essenza umana. Il concetto stesso di essenza umana deriva da questo modo di pensare. Non si sfugge ad esso. Persino l’affermare che la realtà non ha alcun senso, è darle un senso. E’ un bias, una forma mentis dalla quale non si scappa. Un modus operandi, direbbe Madda, causato dalla struttura del cervello. Modelliamo la realtà, ci giochiamo nostro malgrado. Come un gatto gioca col topo, come il cane è attratto dalla palla, l’esca col pesce abbocchiamo alle illusioni che la nostra mente crea: siamo noi stessi che inventiamo il topo, la palla, l’esca alla quale abboccare dopo essere stati attratti, dopo averci giocato. Creiamo la realtà, per darle un senso. E ognuno di noi muore con l’idea di averla compresa. Ognuno a modo suo.

La nostra palla, il topo, l’esca viene definita dai sociologi pregiudizio. Cioè un giudizio dato in modo affrettato, senza quel sano dubbio che dovrebbe accompagnare ogni affermazione. Come quando si osservava il Sole alternarsi con la luna e si sosteneva che erano essi a ruotare intorno alla terra. Magari trasportati da un carro di un Dio. Il pregiudizio è il giudicare la realtà da come ci appare senza tenere conto che il nostro punto d’osservazione è uno tra infiniti. E’ solo un punto di vista.

L’autore di questo blog, Liberto, che poi sarei io, medita ormai da anni l’ipotesi che esistano solo punti di vista. Che non esista alcuna disciplina umana, sia essa Etica Religiosa Morale Scientifica, che possegga le capacità di spiegare il reale. Spiegare il perché, sarà la cosa più complicata del blog. A causa della difficoltà dell’argomento. A causa della mia incapacità speculativa. A causa del vostro cervello zuppo di merda televisiva e pattume mediatico. Anzi, se vorrete seguirmi con maggiore facilità vi consiglio di prendere di peso le televisioni che avete sparse in ogni camera di casa e lasciarle delicatamente cadere dal piano più alto del palazzo più alto della vostra città.

Cercare di spiegare la realtà attraverso la costruzione di un Sistema Unico è sempre stato il sogno degli uomini. Ce ne sono di affascinanti. Come quello greco di associare ad ogni manifestazione del reale una potenza divina. Ogni ente viene rappresentato da un dio che ne riassume le caratteristiche: il dio del Sole, del vento, della guerra, della primavera, della morte, etc.. Molto bello è il Sistema orientale in cui tutto appartiene ad un Tutto cosmico, verso il quale tendiamo. Anche il Sistema scientifico è stimolante: ogni fenomeno è associabile a delle leggi costanti. Il sogno di Einstein era quello di riunire sotto un’unica Teoria, quindi un’unico Sistema tutti i fenomeni. Morì senza successo.

Della teoria Freudiana ne abbiamo già scritto nel post n.13. Non c’è dubbio che il Modello cristiano-cattolico sia, insieme a quello islamico, il più deludente. Poca fantasia e tanto odio. E maschilismo. E un pizzico di presunzione antropocentrica.

Anche il modello materialista è altrettanto mediocre: ridurre le dinamiche del reale ai soli fattori economici tralascia uno degli aspetti fondamentali dell’Uomo, quello psicologico. E’ un eufemismo ritenere superficiale tale tesi.

C’era una corrente filosofica, il manicheismo, che portava all’estremo il tentativo di semplificazione del reale sostenendo che tutto poteva essere spiegato nei concetti di Bene e Male. In chiave moderna l’ho sentita sbandierare dal signor P. e da Bush.

Tutte queste teorie hanno molte cose in comune. Tra le tante ricordiamo l’assoluta convinzione di chi le pronuncia che siano la verità. Ponete intorno ad una tavola rotonda: il Papa, Cristo, Bush, il Dalai Lama, Einstein, Born, Marx, Gandi e Liberto, e state sicuri che non si metteranno mai daccordo su nulla, convinti come sono di ciò che sostengono. Convinti come sono che gli altri siano in errore. Inconsapevoli di essere tutti in errore, per il solo fatto che il loro tentativo di ingabbiare il reale all’interno di sbarre concettuali è assurdo perché presuppone che il reale sia inquadrabile attraverso gli schemi del cervello umano. Il che presuppone l’assunto che il cervello umano sia l’elaboratore perfetto, il frutto della natura capace di intuire la natura stessa. E’ la natura che prende coscienza di se stessa. E’ come se una lavatrice prendesse coscienza di essere tale.

Dubito che l’ingegnosità umana possa costruire un enigma che l’ingegnosità umana, con attenzione e pazienza, non possa risolvere.

Un’altro comun denominatore che lega questi sistemi è che uno esclude l’altro. Se spiegate il reale attraverso l’approccio materialista marxista, non potrete essere cristiani. E viceversa. Se ci provate rischiate di combinare guai. Il sogno comunista di qualche decennio fa aveva le sue radici proprio in questo matrimonio: tra l’etica egualitaria di stampo cristiano e l’analisi del reale attraverso i rapporti economici. Non per nulla il comunismo può essere definito una religione laica.

Un’ulteriore similitudine sta nel fatto che sono teorie riduzioniste. Tengono conto solo di alcuni fattori, sottovalutando il peso di altri. Le tesi manicheiste ne sono un esempio emblematico: ridurre la realtà a soli due concetti, Bene e Male, Yin e Yang, è imbarazzante.

Lo so, sono concetti poco intuitivi. Ma noi andremo per gradi. Toccheremo molti approcci. Studieremo la materia dell’infinitamente piccolo della teoria dei quanti, passando attraverso lo studio del cervello a capire i meccanismi di base che permettono a me di pensare e scrivere, a voi di leggere e capire, a DiCanio di alzare il braccio e a Bush di far guerra ad un popolo di pastori. E ad alcune bestie di sostenerlo. Viaggeremo insieme attraverso le ére geologiche cercando di capire quando e perché la nostra specie è apparsa sulla terra, quando e perché ci siamo imposti sugli altri esseri viventi. Studieremo i principali sistemi di pensiero con particolare attenzione ai meno conosciuti, come quelli orientali. Capiremo cosa lega CheGuevara e DonChisciotte, l’avvocato Azzeccagarbugli e Previti, Pasolini e GiulianoFerrara. Scoprirete cosa si prova nel ficcarsi una rivoltella carica sotto il palato. Conoscerete le leggi che governano i cicli economici mondiali e vi spiegherò perché sono delle bufale. Leggerete di oroscopi, fantasmi e cerchi nel grano…

…tutto questo su RIEDUCATIONAL CHANNEL:

E faremo anche degli esperimenti. Iniziamo da questo.

Siete soli?

Ascoltate questa canzone: Love is in the air dell’ultimo album, Il Latitante, di Daniele Silvestri. Non l’ho trovata free, quindi dovrete procurarvela da soli. Vi do’ un paio di settimane. Se avete E-Mule potrete scaricarla da lì.

Ascoltatela un paio di volte e state attenti alle parole.

Di cosa sta parlando?

Fate un’ipotesi e riascoltatela per la terza volta verificando che la vostra ipotesi sia corretta.

Aspetto le risposte nei commenti. Non andate a cercare su Google, non fate le bestie. Non state ad un esame, voglio solo che esprimiate la vostra opinione, senza condizionamento alcuno, sull’argomento della canzone. Ne riparliamo tra qualche post.

Intanto, riprendiamo gli episodi del racconto della mia vita. Dove eravamo rimasti?

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5 Risposte to “…senza titolo.”

  1. J.G. Says:

    Il mondo esiste. In termini probabilistici, questo fatto sfiora i limiti dell’impossibile. Sarebbe stato assai piu’ plausibile se non fosse esistito assolutamente nulla. In tal caso, nessuno avrebbe potuo chiedere perchè non c’è nuulla.

  2. J.G. Says:

    Un desiderio intenso pervade il mondo. Piu’ una cosa è grande e potente, piu’ acutamente si avverte l’impossibilità del suo riscatto. Chi presta attenzione a un granello di sabbia? Chi ascolta i desideri di un pidocchio? Se non esiste nulla, non si potrebbe desiderare nulla.

  3. liberto Says:

    … 1) il mondo esiste? In termini probabilistici quest’affermazione sfiora i limiti dell’ardito. Sarebbe stato assai più plausibile non affermare assolutamente nulla. In tal caso, nessuno avrebbe potuto chiedere: il mondo esiste?

    … 2) il mondo è pervaso da un’infinità di desideri. Più una cosa è piccola e infima, più acutamente si avverte l’impossibilità del suo riscatto. Chi presta attenzione a un granello di sabbia?
    J.B, Liberto e chi ci legge e scrive in questo momento.
    Chi ascolta i desideri di un pidocchio?
    Frase ad effetto.
    Se non esistese nulla? Si potrebbe desiderare di esistere?

  4. Emanuele Says:

    Il mondo esiste? Emule è da qualche settimana che non funziona… il mondo non esiste più. Panico!

  5. marta Says:

    “Love is in the air”?
    “L’amore si sente nell’aria” , “mi piacerebbe si potesse dire ma in quest’aria c’è tutto tranne che l’amore”
    Sarebbe bello non respirare la puzza dei fumi delle fabbriche, delle macchine , dei rifiuti…”e non è che la volessi limpida…ma che avesse almeno un buon odore”
    L’aria che stiamo respirando (invece di “amarci”)pian piano ci uccide e chi l’ha prodotto sorride (contandosi i soldi in tasca che ha guadagnato grazie alle sue grandi industrie inquinanti).
    E che fa Daniele? Scappa, si muove molto. Ma quando torna vede sempre lo stesso schifo..Ma lui lo vuole sentire per combattere contro “il rischo di abituarmi” – il rischio di non poter combattere contro un nemico che non si nota!

    La nostra terra ragazzi, che ci ucciderà. Perchè la stiamo avvelenando. Si comportera come un corpo malato…dovra tossire via tutti quei “batteri” che la fanno star male. O no? (Al di la di Silvestri e l’orrendo fetore, olezzo e quant’altro)
    Colgo l’occasione per ricordarvi di nn buttare cartaccie a terra.
    Scusate la pesantezza.
    Ciao.


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