…premessa: incisioni.

febbraio 10, 2008

i-love-you.jpg

Ricordi?

.

Quei giorni passati protetti dal vento

noi due senza tempo

nascosti nell’ombra sbiadita di un olmo

distratto

dai gesti pacati del nostro contatto?

.

Ricordi?

.

L’intreccio di dita celanti impazienza

nell’indifferenza scostante

di un gatto randagio

che offriva allo sguardo i giochi alla luce del giorno ormai tardo?

.

Sul dorso di quella collina lasciammo due nomi

incisi tra i rami

rinchiusi in un cuore bucato.

Il segno di ciò che eravamo

di quando all’orecchio dicevi…

.

…la Calabria non è famosa per le opportunità offerte ai giovani. Catanzaro sembra essere una delle città più brutte della regione. C’è chi sostiene sia in competizione con Frosinone per il titolo nazionale. S.Maria è un quartiere di Catanzaro. Per un adolescente come me, dieci anni ago, poche erano le possibiltà: il calcio e il sesso. Del primo me ne curavo poco. Il sesso invece, era la mia passione. Quando ero giovine e d’estate mia cugina Laura veniva a trascorrere il periodo infra-scolastico da noi, tra le cose che mi faceva notare che distinguono i giovani terroni da quelli polentoni (razze che in lei avevano assunto una sintesi che mi faceva perdere la testa) era il fatto che da noi in Terronia ci si fidanza già molto presto. In età in cui in Polentonia si pensa a giocare all’oratorio, a Catanzaro ci si isola dal gruppo degli amici per infrattarsi col la pischella. Forse perché, conclusi io, a Catanzaro la parola oratorio non si sa neanche che voglia dire. E così che: per sfuggire alla noia di una realtà che nulla offre oltre alle sale giochi: per provare emozioni alternative a quelle di TuttoIlCalcioMinutoPerMinuto, si anticipano i tempi delle effusioni adolescenziali trovando qualcosadafare nelle ore pomeridiane del dopocompiti.

Fu così che un’estate di tanti anni fa mia cugina Laura arrivò da Bergamo e notò che qualcosa era cambiato. Meglio: io latitavo. Approfondiremo.

Conobbi J.R, a scuola l’anno in cui ripetei il primo scientifico. Anche qui, approfondiremo.

…la prima volta che feci l’amore fu con J.R. C’eravamo lasciati da parecchi anni in seguito al mio arrivo a Roma e per parecchi anni c’eravamo tanto amati senza che il nostro rapporto si fosse completato. L’incontro ravvicinato durò qualche frazione di secondo. Non ebbi neanche il tempo di entrare che sentii l’esigenza di uscire, anche se la voglia di rimanere era tanta. All’ombra della chiesa del quartiere. Le macchine sfrecciavano vicine distratte, mentre nella Polo grigia parcheggiata sul viale alberato si stava consumando l’esperienza di una vita. Per me fu la prima volta. Lo definivo “fare l’amore”. Patetico. Ma forse una sensazione che ricordasse queste due parole c’era veramente. A J.R. dissi che avevo avuto altri rapporti, nella Capitale. Mentivo spudoratamente e credo che lei lo capì. Fatto sta che vidi e venni che neanche me ne accorsi. Alla maniera di Cesare. Ma mi piacque. Nelle settimane successive mi sollecitai più volte nel bagno di casa pensando a quell’incontro. Ma non ebbi voglia di rifarlo. Ci vedevamo spesso, con J.R., all’alba. Lei stava con B.il pinguino. O forse ci flirtava solamente. Quando, lei in Calabria io nella Capitale, ci accorgemmo che la nostra storia era finita fu tra le braccia di B. che trovò conforto. Sembra, durante la gita del quinto. Tempi da tre metri sopra il cielo. B. le faceva la corte già da tanto e io soffrivo di una gelosia fuori dal normale. Le mie scenate erano caratterizzate da ore di impenetrabile mutismo, snervante, pesante. Comunque sia i nostri incontri clandestini si svolgevano alle sei del mattino, anche prima. Passavo a prenderla da casa ch’era ancora buio, direzione mare. Guardavamo l’alba. Avevo una gran voglia di rifarlo, J.R. sprigionava un sesso del quale non m’ero mai accorto negli anni passati insieme. Ci provammo qualche mattina dopo ma litigammo su chi doveva stare sotto e chi sopra. Sopra non ci sapevo stare. Mi frustrai la trattai male e la riaccompagnai. Ma i nostri incontri clandestini a guardare l’alba sul mare non li dimenticherò mai. Provavo la stessa sensazione dei primi giorni di fidanzamento, quando secco e brufoloso non avevo ancora la patente e sognavo di girare il mondo sul mio Quarz Piaggio. All’epoca, quando la conobbi, per ripararci dal vento invernale ci rinchiudevamo all’interno di una cabina telefonica a sbaciucchiarci e sfiorarci. Era la prima ragazza che toccavo, la prima che baciavo. Ero talmente imbarazzato per le reazioni che aveva il mio corpo che per i primi incontri avevo indossato contemporaneamente tre slip affinchè non si notasse troppo il rigonfiamento. Ma il risultato fu ovviamente il contrario perché il mio pene imbottito in quel modo sembrava eccezionalmente dotato. Ero imbarazzato, certo. Non volevo apparire più eccitato di quel che ero, ho sempre avuto l’esigenza di razionalizzare le passioni. Non ho mai ricevuto un’educazione sessuale e tutto quello che so l’ho appreso alla maniera dei gatti di Skinner, per prove ed errori. I miei genitori non hanno mai trovato opportuno spiegarmi come funzionino certe cose e forse per deformazione cristiana forse per timidezza si son limitati a comprare un’enciclopedia in dodici volumi dedicata esclusivamente al sesso. VivereInsieme, il titolo dell’opera. Un pomeriggio mia madre prese il primo volume e me lo mise sulle gambe. Leggi, mi disse e se ne andò. Lo shock fu indimenticabile. Iniziai a sfogliarlo, la prima pagina, la seconda, terza, quarta… sempre più velocemente, cazzo era pieno di donne nude foto di vagine, disegni di rapporti! Cazzo! Ho pensato. Passavo le ore a spulciare le riviste e i settimanali alla ricerca delle inserzioni 144 dove poter trovare delle foto da utilizzare come materiale per le sollecitazioni genitali, aspettavo con ansia l’ultimo numero del Postalmarket alla ricerca delle pagine con le modelle che esibivano l’intimo… e non m’ero mai accorto che in casa, proprio nel soggiorno c’era un’intera enciclopedia carica di materiale per masturbarsi. Ancora ad oggi non ho mai letto un rigo di quei tomi. Ma le foto e le figure le conosco tutte a memoria. Alcune hanno contribuito a creare il mio ideale di ragazza. Una foto in particolare, al capitolo delle malattie, paragrafo Ninfomania l’ho ancora oggi davanti. Una ragazza bionda con le gambe aperte, la pelle liscia, completamente glabra, e uno sguardo voglioso. Credo che a lei bisogna far risalire la mia passione per la bellezza nordica. Qualche tempo dopo si sarebbe trasformata in Helena. Approfondiremo.

Che poi, ho sempre cercato di immaginare il pomeriggio in cui i miei genitori ricevettero la visita del rappresentante che si presentò alla porta di casa con l’intenzione di vendere quell’enciclopedia. Vivere Insieme. Scritte dorate su copertina rossa. Penso alle frasi, le parole che utilizzò per convincere mia madre a comprare quei tomi, magari in comode rate, affinché i Vostri figli possano avere un giorno un supporto per un’adeguata educazione sessuale. In più è anche un’ottima opportunità per consentire un rafforzamento della coppia attraverso una conoscienza approfondita delle dinamiche sessuali… penso che i miei genitori abbiano firmato per non sentirlo più parlare. Trent’anni fa, erano altri tempi.

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23 Risposte to “…premessa: incisioni.”

  1. Daniela Says:

    interessantissima la storia dell’enciclopedia! grazie per avercela raccontata!!!…

  2. mad Says:

    ….anvedi l’educazione sentimentale del pirletto!!! 😀 Flaubert non aveva proprio capito niente……

  3. liberto Says:

    …Flaubert? Mai letto…ahimè! preferisco de Sade.. ne leggerete delle belle! 😀
    …e poi Tu! zitta! Che quando arrivo a Te vedi…!!!

  4. Marta Says:

    …beh, almeno i tuoi c’hanno provato…
    Ripenso ai miei giorni spensierati, quando credevo che i baci esistevano solo nei film e si rimaneva incinta non appena ci si innamorava di qualcuno…
    Per quanto riguarda i baci , mi ha dovuto convincere mia cugina: un bel giorno abbiamio discusso a lungo a riguardo. Lei sosteneva che anche nella vita ci si baciava, io che questo avveniva solo in televisione. Decise senza esitezioni, che l’unico modo per farmi ragionare era farmelo provare. Fu cosi, che all’età di circa…boh, 10-12 ani ci baciammo. Con la lingua. Fu una sensazione terribile.
    Per quanto riguarda il sesso, vissi nella più totale ignoranza fino a molto tardi. Fino a che, aprendo un cassetto nel comodino di mia madre, non trovassi un pacchetto di preservativi. Fino a che, una mattina appena sveglia, mi precipitai in camera dei miei genitori, non notassi un paio di mutandine arrotolate sul bordo del letto (nascoste immediatamente non appena entrai in camera). Ma, avrò avuto all’incirca 13 anni. Un po grandicella. Mio fratello poverino mi raccontò che la sua esperienza fu assai più tragica: lo venne a sapere ( a 14!!! anni) da una squadra di muratori che venne a casa nostra a fare dei lavori. Continuavano a incitarlo a scopare una, non so chi, e a fare commenti erotici su chiunque passasse accanto e avesse due paia di tette. Non ho idea di come possa aver reagito.
    Mi impegnerò vivemente, quando avrò dei figli, a parlare con loro in piena armonia di sesso. Almeno gli spiegherò a cosa serve un profilattico…

  5. mad Says:

    ….hmmmm aspetto il mio turno allora….:-/
    brava marta bella addormentata nel bosco!! 😀 io non ricordo il momento in cui “l’ho saputo” devo aver rimosso l’imbarazzante discorsetto di mamma però so che lei ce ne ha parlato fin da piccoline… comunque marta, questa dell’ingenuotta che a 12 anni metteva su scene lesbo con la cugina non me la dai a bere!! ;-D

  6. dany Says:

    aha si parla di educazione sessuale…oddio io mi ricordo soltanto che fino a quattordici anni volevo diventare suora…i miei non me ne hanno mai parlato…mi ricordo soltanto quando a quindici anni finalmente capii che non volevo più diventare la moglie di gesù e mi “fidanzai” e ogni sera che uscivo con Sandro mio padre mi diceva “apri gli occhi”…all’inizio credevo che fosse un consiglio come dare il mio primo bacio più tardi ho capito che invece era un avvertimento per non fare cazzate…chissà forse se me ne avessero parlato un pò di più forse sarei stata meno imbranata però capisco anche che per loro non fosse così semplice…solo quando poi Sandro da vero stronzo urlò in faccia a mio padre che non ero più vergine e mio padre per tutta risposta gli disse che se ero andata a letto con lui era perchè lo amavo ho capito che di sesso non mi aveva sì insegnato nulla ma che mi aveva fatto capire quanto amava e rispattava me…grazie papocchio mi manchi tanto!

  7. mad Says:

    caro fra, cari tutti, lungi da me occupare questo spazio per delle cose personali, ma credo che quanto sta succedendo in italia in questi giorni ci riguardi tutti, uomini e donne, e senza differenze. mi permetto di parlarne su questo blog, e come commento all’ultimo post, perchè credo che con l’educazione sessuale (ma anche e prima di tutto sentimentale, come mi ha ricordato il papà di dany) centri molto. sto parlando dei tentativi gravissimi di riportare la condizione di noi donne, ma di tutti gli individui liberi che vivono in questo paese, indietro di sessant’anni, sto parlando di voler cambiare la legge 194, che regola l’interruzione volontaria di gravidanza: l’aborto.
    io non voglio dire che sia giusto o meno, non è questo il punto, c’è chi lo farebbe e chi no, ma quello che dobbiamo ricordarci è che in ogni caso decidere deliberatamente di porre fine al futuro, di intervenire sul corso della storia, privata, personale, della microstoria di una famiglia, di un individuo, non è una scelta che si fa col cuore leggero. noi donne abbiamo il diritto di poter scegliere, tenendo bene conto che se la legge fosse davvero applicata e magari migliorata, potremmo arrivare sempre meno a questa dolorosissima decisione, magari con un’educazione sessuale preventiva più efficace, magari nelle scuole, con persone che sanno come parlare e che non hanno vergogna o timore, che non hanno bisogno di comprare dodici tomi di enciclopedia sessuale perchè il loro pudore gli impedisce di affrontare certi argomenti. magari dando assistenza economica e psicologica a chi ha una nuova vita dentro e non sa come gestirla, e molto altro!
    non posso fare a meno di considerare che i tanti uomini ( solo uomini, ci avete fatto caso, a parlare di cose che riguardano soprattutto le donne) che non esitano a condannare e additare, a farsi i crociati della “battaglia per la vita”, potranno senza problemi girarsi e andarsene quando la loro compagna dirà di essere incinta, dicendo di non essere pronti a fare il padre, a volte anche senza dire niente. Perchè? questo non è forse “abortire” per gli uomini?
    come ultima cosa vi chiedo di firmare questa petizione lanciata da donne come noi, qualcuna più conosciuta, che si stanno battendo per affermare il nostro diritto a scegliere.

    http://www.firmiamo.it/liberadonna

  8. liberto Says:

    …che noia. Quello che sta succedendo in Italia in questi giorni? In due parole:

    Campagna Elettorale.

    Continuo a ripetervelo. Non comprate televisori nuovi al plasma-LCD-ultrapiatti… il vostro tasso di lucidità diminuirà in modo direttamente proporzionale allo spessore del nuovo elettrodomestico e inversamente rispetto alle dimensioni. Calcolate in pollici.

    Campagna Elettorale. Dunque. La 194, l’aborto, le problematiche femminili, la famiglia. Argomenti legittimi sviliti nel teatrino della querelle elettorale. Tutti a lamentarsi. Che cazzo c’avrete da lamentarvi? Non vi rendete conto che il vostro cervello è solo in balìa dei giochi dell’informazione pilotata dal balletto della politica televisiva? Oggi vi faranno discutere della 194, domani di Olindo, dopodomani delle tette di Sabrina.
    Volete sapere la mia?
    La mia è che la 194 non si toccherà. Non è così facile cambiare una legge. Che tutte queste polemiche sono fatte da gente che non sa di cosa si stia parlando. C’è stato un referendum nell’ottanta. Quel referendum ha dato una risposta. Quella è la risposta definitiva. Non si torna indietro. Chi pensa il contrario non c’ha capito un cazzo di come va il mondo. Oppure sta facendo campagna elettorale.
    Le leggi sono fatte dagli adulti. E il bambino che sta in pancia è solo monnezza se la Madame che lo ha in grembo decide che è solo d’intralcio. Per la sua salute, psichica e mentale. Omicidio legalizzato, avrebbe detto Pasolini:

    L’aborto legalizzato è infatti – su questo non c’è dubbio – una enorme comodità per la maggioranza. Soprattutto perché renderebbe ancora più facile il coito – l’accoppiamento eterosessuale – a cui non ci sarebbero più praticamente ostacoli. Ma questa libertà del coito della “coppia” così com’è concepita dalla maggioranza – questa meravigliosa permissività nei suoi riguardi – da chi è stata tacitamente voluta, tacitamente promulgata e tacitamente fatta entrare, in modo ormai irreversibile, nelle abitudini? Dal potere dei consumi, dal nuovo fascismo. Esso si è impadronito delle esigenze di libertà, diciamo così, liberali e progressiste e, facendole sue, le ha vanificate, ha cambiato la loro natura. Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità di vita del consumatore.

    Quindi non vi preoccupate, la 194 non si tocca. Giusto qualche settimana, poi starete discutendo di un altro argomento, ve lo assicuro. Da palinsesto.

    Vedete, care signore e signorine. Non vi lamentate. Se avete voglia di “contare” un po’ di più in questa società “maschia” non vi resta altro che farlo. Candidatevi. Scrivete. Non statevene a casa con i bigodini in testa ad aspettare il maritino che torna con la pappa. La 194, vi svelo un segreto, l’ha emanata un governo in cui Giulio Andreotti era premier, in una società che più maschilista non si può. Erano uomini quelli che hanno redatto quella legge. Erano uomini quelli che l’anno approvata. Eppure la parola “donna” appare in ogni articolo.
    Provate ad andare su Wikipedia. Scrivete “1978”. E trovatemi un nome femminile nella lista degli avvenimenti nell’anno. L’anno della 194.
    I tempi son cambiati, gioie. La forza fisica non conta già da molto tempo nella conquista del potere. Oggi avete tutte le carte per poter decidere di cosa farne del vostro corpo, oltre che utilizzarlo per le faccende di casa. E’ dal quarantasei che gli uomini vi hanno concesso il diritto di votare. O credete di esservelo conquistato?

    Le possibilità sono molte. Le alternative infinite. Molte di più che limitarsi a firmare una petizione in cui si supplicano uomini del centrosinistra a praticare maggior attenzione nei loro programmi e dai loro pulpiti. Come una cricca di mogliettine a lamentarsi che i propri mariti preferiscono giocare a carte al circolo invece di passare del tempo con loro.

    Sveglia! mammine. Altrimeni vi si continua ad inculare.

  9. mad Says:

    caro liberto, “ti svelo un segreto”: la legge 194 che andreotti e il suo governo ultramaschilista e ultracattolico ha “concesso” alle donne è passata perchè TANTE donne hanno finalmente capito e deciso di non stare più a casa “con i bigodini in testa ad aspettare il maritino che torna con la pappa”, si sono unite, si sono date da fare, hanno fatto sentire la loro voce e HANNO OTTENUTO ciò che era legittimo ottenessero, e credimi, non di certo per dare libero sfogo ad una sessualità bulimica e consumistica, senza più vincoli nè remore, ma per sancire inderogabilmente la sovranità sul proprio corpo, sul proprio essere donna, e non fattrice. come ti ho gia detto, milioni di uomini abortiscono ogni giorno, per loro basta dire:-Io questo figlio non lo voglio, girarsi sui tacchi e sparire! E non è anche questa una forma di “omicidio legalizzato”, se ci piace citare Pasolini? non è forse fregarsene delle sorti di un individuo, privandolo magari con questo gesto coraggioso e nobile, del sostegno di cui necessiterebbe per vivere? Mi dispiace ma è comodo dirci che dobbiamo svegliarci, che dobbiamo “scrivere”…. Tutte parole caro mio, noi ci siamo GIA svegliate, noi abbiamo GIA dei diritti, e ora si parla esclusivamente di ribadire l’ovvio, di riaffermare che questi diritti non si toccano! Sono d’accordo con te che probabilmente la legge non verrà mai modificata, che sono solo chiacchiere preelezioni (il che rende la cosa ancora più grave se ci si sente autorizzati a fare bassa demagogia su argomenti così importanti e delicati), ma se ne parliamo, se ne scriviamo, se siamo riscese in piazza e firmiamo petizioni è perchè è giusto ricordare a qualcuno che è meglio mettere giù le zampe dall’osso!
    il 78 è lontano Liberto, ora ci sono più donne che lavorano che guadagnano, che affermano ogni giorno la loro indipendenza e il loro valore. Ora wikipedia può elencarne tante, ma certo tutte stanno ancora a fare i conti con uomini che comunque le chiamano ancora “gioie”, e “mammine”, tante, compresa la sottoscritta, vorrebbero avere più tempo per fare cose “grandi”, che lascino il segno, magari solo avere tempo per istruirsi di più, per allargare i propri orizzonti, ma ti ricordo che la contingenza c’è, uno straccio sul pavimento va passato, i soldi per mangiare li devi mettere insieme, e spesso siamo ancora noi a doverlo fare, una fidanzata, una sorella, una mamma…..
    Che tutti si guardino la coscienza prima di dire cazzate!

  10. mart Says:

    non capisco il perchè di questo senso di superiorità .. “mammine”, “gioie”… Ma te che cazzo fai in piu di quelle che si fanno i bigodini? E non dire che almeno non ti lamenti, perchè anche se non lo dici penso che alcune cose non piacciano neanche a te. Ma non solo non fai nulla, ma stai anche zitto.
    Purtroppo in alcune realtà, specialmente in Italia meridionale , puoi ancora trovare donne che si annullano per la famiglia disinteressandosi di qualsiasi altro aspetto della vita, ma forse non ti ricordi che molte donne sono morte per portarci fin qui. Sono morte per superare, appunto, quella forza fisica maschile, che tu sostieni non conti piu’…non conta… avrei da ridire, dato che ancora purtroppo molte donne muoiono lapidate di mano maschile…o vengono pestate a morte…stuprate…
    Pare che per le donne giovani la violenza sia la prima causa di morte e di invalidità.
    La forza fisica non conta già da molto tempo nella conquista del potere? Dipende dal potere. Non so quante donne conosci tu che passano le giornate a farsi i bigodini, ma penso molte di piu stanno per strada costrette a prostituirsi.
    Direi, a proposito delle mogliettine che aspettano a casa il maritino con la pappa, che soprattutto oggi (in Italia) sono i figlioletti, che distesi comodamente nel letto a far niente, aspettano che la mammina porti la pappa, prepari la pappa,(…), e dia pure un po di soldi. Quanto vorreste avere una mogliettina uguale alla mamma?
    Cmq penso anch’io che le problematiche che stanno tirando fuori servano solo a distrarci e allontanare l’attenzione dalle “porcate” che devono fare in questo periodo elettivo. Io mi sento al sicuro senza la Tv,(mi divertono quelli che mi chiedono terribilmente scioccati: “Ma come fai a tenerti informata!!!???”…radio?internet?giornali?)
    Forse alcuni non hanno idea del potere che un aggeggio come questo possa edificare le nostre menti. Buttate le vostre TV!

  11. liberto Says:

    …che noia. Che palle. Che barba. Per quanto mi riguarda vi state solo lamentando. Gioiellini lamentosi. Che palle. Il motivo per il quale lo fate mi annoia tanto quanto i vostri lamenti. Che noia. Che barba. Credete di averne motivo. Credete che il vostro “motivo” sia importante. Che noia. Non è più importante di tanti altri motivi, oggetto di lamenti altrui. I motivi cambiano i lamenti sembrano tutti gli stessi. Che barba. Mi spiace, è un approccio che a me non garba. Che si parli di aborto, dell’Inter, della Cina… lamentarsi fa male. Gioie. Preferisco che parliate del vostro primo bacio. Della prima vota che vi sono venute. Di ciò che vi fa arrossire. Riappropriatevi di voi stesse, riappropriatevi del vostro corpo. Non fate in modo che altri decidano per voi cosa pensare. Non permettete di diventare carne da macello mediatico.
    Solo così miglioreremo noi stessi. E saremo in grado di meritarCi quello che oggi chiediamo lamentandoci.

  12. mad Says:

    ok, il mio primo bacio l’ho dato a 16 anni, non molto precoce direi, ma molto timida, anzi no timida, molto chiusa per quel che riguardava i sentimenti, aprirsi con qualcuno è sempre stato difficile, anche nelle manifestazioni esterne. lui era un ragazzo un po più grande, direi sei anni più di me, e non molto più intraprendente, ma molto molto affascinante. era un anno che non facevo che pensare a lui, dopo che lo avevo incontrato al mare d’estate….
    ma come è venuto l’amore è andato. qualche anno prima mi sono venute, non mi sono spaventata, ricordo solo forti crampi in piscina, e il pensiero: Ho finito l’estate!
    Il mio primo amore invece è venuto dopo, a diciott’anni, bello, molto….
    ancora adesso ripenso a quel periodo come uno dei più felici della mia vita. Mi sdraiavo sul letto, nella penombra della stanza, in un caldo dopopranzo d’agosto, e mi sentivo la luna in pancia, avrei potuto sciogliermi in quei momenti nelle lenzuola e sarei stata felice. Quando sono riuscita a farlo per la prima volta mi è venuto da ridere, forse di nervosismo. Le volte dopo sono state più belle. ma quella volta lì non ho sentito male, anzi non me ne ero neanche accorta, farà ridere ma era così. non ho perso sangue. e lui per questo è andato avanti una settimana sostenendo che ero ancora vergine. (era bello, ma forse non tanto furbo….)
    ma per tanto tempo gli sono rimasta legata, soprattutto alla sensazione forte di felicità che sentivo in quel periodo. il guardarsi attorno e dire -sto bene! magari con un sorriso un po idiota sul viso. Anzi sai che ti dico, forse quella felicità così urgente, così irruenta, totalizzante, calda, non l’ho più provata. Ora sono capace di sentimenti “maturi”, responsabili, ma quando si assaggia qualcosa per la prima volta, non è come mangiarlo poi…
    questa è la mia Storia, il percorso che negli anni compio, più o meno contenta. La cosa che però mi piace di quella che sono è che non limito il mio orizzonte alla mia esperienza, anzi mi piace pensare di entrare in comunicazione con altre persone, con le loro Storie, i loro percorsi. e mi è sempre piaciuto tanto quando i percorsi si fanno per certi versi collettivi ma mantenendo sempre una forte individualità. Mi piace pensare caro liberto, che io parto da quello che è stato prima, e che qualcuno partirà da dove lascerò io, oltre a tutte le innumerevoli sovrapposizioni naturalmente! Per farti capire, sono contenta di aver fatto l’amore quel giorno con A. perchè mia madre mi aveva detto di prendere la pillola e di vivere serenamente la mia sessualità. sono contenta che tanti anni prima mia madre le sue amiche, innamorate di qualcuno, abbiano deciso di riunirsi e sempre più decise, abbiano detto a tutti che la pillola è un diritto delle donne, che non bisogna solo fare figli, o astenersi, o sperare che il maschietto si tiri fuori al momento giusto!
    loro non si stavano lamentando, anzi, erano felici di dire a tutti di essere innamorate, o solo felici di fare l’amore, e di farlo al meglio!! e io ringrazio per questo, e ringrazierà anche la tua marta, e anche mia sorella, e tante altre ne sono sicura.
    La mia Storia andrà avanti perchè dirò a mia figlia (se ce l’avrò) di non spaventarsi quando viene il ciclo, perchè un giorno potrà avere dei bimbi, le dirò di baciare il ragazzo che le piace senza vergognarsi, e le dirò di fare l’amore e farlo bene, godendoselo tutto, con la testa, con il corpo, e magari con il cuore. Ma le dirò anche di ricordarsi che lei è speciale in quanto unica, in quanto essere vivente, che ha diritto a scegliere della sua vita e delle conseguenze delle sue azioni, facendosi sentire quando questo diritto è minacciato.
    mai come ora ti sbagli se pensi che parlare di queste cose sia qualunquismo, facile lamentela o demagogia. forse non siamo noi che non andiamo al di la del problema generale tralasciando il personale, forse sei tu che non riesci a vedere la storia personale dietro quello che tu consideri “un motivo di lamentela” generale.
    tutta la Storia Fra è fatta prima di tutto dall’insieme delle Microstorie dei singoli, e mi dispiace che proprio tu, in questo frangente, te le sia fatte sfuggire…..

  13. liberto Says:

    …ora va meglio. Quelli precedenti sembravano usciti da RadioRadicale. O dalle pagine del Manifesto. O dagli articoli de La Repubblica.

    “tutta la Storia […] è fatta prima di tutto dall’insieme delle Microstorie dei singoli” …è il motto del mio blog.

    Chiedo questo, appunto. Raccontate le vostre storie. Raccontiamo la nostra Storia. Manteniamo i limiti dei nostri orizzonti all’interno delle nostre umili capacità. Oltre, rischiamo di scimmiottare false verità.

    Non dimenticate che quelle che alcuni di noi definiscono “conquiste”, altri considerano soprusi. Ciò che alcuni chiamano “libertà”, per altri vuol dire morte. Quello che chiamiamo individualità, per altri è ideologia. Appartenere al gruppo degli “altri” non è nè un merito nè una colpa. Solo un caso. Solo un caso. Solo un caso.

    Solo un caso.

    p.s. non credo che mi sia lasciato sfuggire alcunchè. Tutto rimane scolpito con rabbia tra le pagine del mio blog. Ma non crediate che trasformi questo spazio in un ennesimo PortaAporta. Non vi crediate migliori degli ospiti di OttoEmezzo. Non lo siamo. L’unica cosa che ci può distinguere è il metodo d’approccio alla realtà. Io sto cercando di insegnarvi il mio. Giusto o sbagliato che sia.

  14. mad Says:

    mi dispiace ma non posso separare in maniera così netta la mia Storia da quella degli altri, che per forza di cose si organizza, sale di livello, e diventa Storia Collettiva. altrimenti non c’è senso. Quello che dici tu andrebbe bene se ci considerassimo delle entità isolate, delle monadi indivisibili che non entrano in comunicazione con l’universo circostante. Ma noi non siamo così, per fortuna! Certo, è ovvio che quello che per me è morte per altri è vita e viceversa, è ovvio che la stessa cosa presenta lati opposti a seconda della visione. Ma questa è la Storia. e deve essere così, altrimenti c’è L’Uomo Comune, fatto di niente, nè idee nè sostanza.
    L’insulto arriva da chi non prende una posizione, da chi si lascia vivere, perchè in ogni piccolo dettaglio della vita penso che bisogna fare sempre una scelta, anche se banale.
    Quando tu hai lasciato Azzurra, hai scelto di lasciare un futuro che vedevi gia scritto, hai fatto una scelta ben precisa, che non ricade solo nel Tuo personale. Quando hai scelto di non laurearti, lo hai fatto seguendo una logica forte, ed è stata una presa di posizione, così come lo è stato il tuo trasferimento in Calabria con Marta. Non puoi dirmi che questi sono piccoli fatterelli personali che non si allargano ad orizzonti ben più ampi e condivisi!
    Ci chiedi di parlarti di noi, di parlarci di te, e poi, quando lo facciamo ad un livello più ampio ti ribelli e ci offendi! Non mi piace che pensi che se parlo di qualcosa, qualunque cosa, io stia “scimmiottando false verità”, se davvero fossi apero ai nostri interventi, alle nostre idee, le rispetteresti di più e non ti arrogheresti il diritto di giudicarle o peggio ridicolizzarle come stai facendo. Questo mi offende. Qui non si fa un porta a porta, ma credi forse che le tue storie di vita di adolescente nella grande Città, che i tuoi batticuori e le tue emozioni siano tanto diverse da quelle dei protagonisti di qualche romanzetto adolescenziale tipo Tre metri sopra il cielo? Ti dico di no.
    La differenza è che ce le racconti tu che le hai vissute. Quindi sono reali, rappresentano la Tua Voce e per questo, solo per questo, acquistano valore. E noi per questo le apprezziamo, perchè sono “autentiche”. io che ti conosco non mi permetterei mai di pensare che stai copiando le pagine di qualche libro che hai letto, solo per dire qualcosa, solo per avere una storia! Tu non fare altrettanto con noi! Altrimenti non c’è spazio per il dialogo e torneremo a leggerti in silenzio (sempre che non ti incazzi di nuovo…..)!!

    ps. come vedi sono incazzata, come spesso capita con te, ma ciò non distoglie le mie considerazioni su di te e i sentimenti che ci legano.
    E credo che per quello che mi riguarda chiuderei qui questo dialogo, perchè, a meno che non ci si inserisca qualcuno, diventerebbe una discussione a due, poco rispettosa degli spazi di tutti.

  15. liberto Says:

    …essere l’UomoComune è la mia aspirazione. Fatto di niente, nè di idee ne di sostanza. Idee, sostanza,anima sono i nomi dei lacci che ci rendono schiavi.

    Separare in maniera netta la mia storia dalla Storia è la sfida intellettuale della mia vita.

    L’UomoComune è l’Ubermensch. L’uomo comune è l’Uomo. Ma per queste cose, c’è tempo.

    p.s. perché scrivi al plurale? Maiestatis? Omaggio a Cicerone? Si sta formando un circolo LibertoFans? Famo una petizione!

  16. Pediniguri Says:

    Cari Amici miei…. la metamorfosi è in atto!
    I nostri beneamati Politici, stanno trasformando lItalia nel “Paese dei Balocchi” e vorrebbero mutarci tutti i dei bei “SOMARELLI”.
    Ki si alza per primo…. Libera la Cazzz del giorno. Che l’argomento sia l’Aborto, la Sanità, la Scuola ecc. ecc. la cosa grave è… che siamo governati da ladri che sparano baggianate fottendosene dei problemi importanti invece di cercare di risolveri. La cosa ancora più GRAVE? Ce li abbiamo messi noi lì a governare stipendiandoli con fior di quattrini.
    Volete sapere l’ultima cazzz della Rai? Vuole far pagare un canone a tutti quelli che possiedono almeno un PC in casa. Ma va Fancu….
    Cmq bisogna che cambii veramente qualcosa… e in fretta.
    Cmq per tornare al punto principale… a me i miei nn mi hanno mai spiegato nulla per quanto riguarda il sesso o per lo meno nn me ne ricordo.
    l’unica cosa che mi è rimasta molto impressa e che il primo approcio (bacetti e toccatine) con le mie cugine. Ma era più un gioco che una cosa seria. Forse era la voglia di conoscersi e di conoscere l’altro sesso.
    La mia prima volta sono contento e fiero di dirlo e stato con la persona che AMAVO e con cui ci sono stato due anni. Anni vi assicuro che nn scorderò mai e che pagherei per riviverli…
    Erano i periodi che ne combinavamo di Cotte e di Crude. Ma tutte le cose belle prima o poi finiscono.
    Almeno spero tanto un giorno di trovare la mia anima gemella che mi faccia rivivere quelle emozioni di un tempo.
    Alla prossima…

  17. liberto Says:

    Er Somaro e el Leone

    Un Somaro diceva: – Anticamente,
    quanno nun c’era la democrazzia,
    la classe nostra nun valeva gnente.
    Mi’ nonno, infatti, per avé raggione
    se coprì co’ la pelle d’un Leone
    e fu trattato rispettosamente.

    – So’ cambiati li tempi, amico caro:
    – fece el Leone – ormai la pelle mia
    nun serve più nemmeno da riparo.
    Oggi, purtroppo, ho perso l’infruenza,
    e ogni tanto so’ io che pe’ prudenza
    me copro co’ la pelle de somaro!

  18. dany Says:

    certe volte perdo il filo…vi perdo…sarà che penso che l’unica cosa importante sia avere la libertà di essere se stessi anche se questo spesso comporta essere comuni…non uso il termine “semplice”perchè al contrario del motto di quest’ultimi anni”ciao sono una ragazza semplice e di sani principi”non credo nella semplicità delle persone…ai sani principi…beh meglio lasciar perdere…essere liberi…bel concetto ma così difficile…basta altrimenti rischio pure io a confondermi da sola…parliamo del mio primo bacio…secoli fa ma chissà perchè ancora così vivo il ricordo..,mi fa tenerezza quella daniela di quindici anni e mezzo che non sapeva da dove iniziare ma che aveva mentito dicendo che era una baciatrice esperta…’na vergogna quando lui si avvicina a me ed io non sapendo bene cosa fare ho spalancato completamente la bocca e lui ridendo come un matto mi ha detto mica ti devi mangiare un panino…poi col tempo ho imparato ed ora è una delle cose che mi piace di più anche perchè cari miei dal bacio si capisce anche il dopo…la mia prima volta poi che ve lo dico a fare…sempre con lo stesso ragazzo del panino erano ormai passati due anni e mezzo che lui si faceva le pippette perchè io continuavo a dirgli che ancora non ero pronta,anzi molto probabilmente si faceva pure le altre,cmq…è come se avesse fatto tutto lui,io avevo portato un pacco di preservativi e non so perchè appena si appropincuava iniziavo a ridere e no riuscivo a smettere..finalmente dopo due preservativi consumati nutilmente lui ce l’ha fatta!povero sandro l’ho fatto impazzire…beatà ingenuità…quando mi sono venute le mestruazioni avevo tredici anni ero lunga lunga e magra magra senza tette..strano ma proprio così…ricordo che sono tornata da scuola sono andata da mamma e gliel’ho detto…lei è andata da papà e lui per tutta risposta mi ha tirato uno schiaffo dicendomi che porta fortuna e poi mi ha dato cinquanta franchi per festeggiare il fatto che fossi diventata donna…lo schiaffo secondo me non era per porta fortuna ma semplicemente perchè credeva che con le mestruazioni la sua adorata bambina ormai non c’era più…c’era una donna sconosciuta…ma da grande quale era ha imparato ad amare anche quella che ora sono…

  19. liberto Says:

    Si guardarono in silenzio per un bel po’, poi la bestiola si tolse la pipa di bocca e la interrogò con voce languida e assonnata.

    “Chi sei?”.

    Non era certamente un modo incoraggiante di iniziare una conversazione e Alice rispose timidamente: “Io…io non sono sicura di saperlo, in questo momento, signore; cioè…stamattina sapevo chi ero, ma da allora sono cambiata parecchie volte”.
    “Che cosa intendi dire? – domandò il bruco severamente – Spiegati!”. “Non so come spiegarmi, signore, e me ne dispiace – disse Alice – Il fatto è che non sono più io; capite?”. “No, non capisco” rispose il Bruco. “Mi dispiace di non riuscire a spiegarmi meglio – replicò Alice gentilmente – ma io per prima non ci capisco niente! Cambiare in continuazione statura confonde moltissimo le idee” …

    “Tu? – l’assalì il Bruco con disprezzo – E chi sei tu?”

    E con questa domanda si ritrovarono da capo.

  20. C'è Francescoooooooooooo? Says:

    Era da un po’ che non passavo “da queste parti”, mi fa piacere che ci sia stato un argomento che abbia suscitato una catena di commenti al post, semplicemente perchè aprire il blog e poi leggere sempre e solo francesco…due palle!!! La mia opinione sulla faccenda aborto etc. è in parte già stata scritta specie dall’intervento di marta, ma anche dal fatto che, come dice maddalena, le microstorie formano la storia e la storia influisce e determina poi le microstorie di ognuno di noi. Concordo anche col fatto che si sia trattato di campagna elettorale, ma non solo. Da parte di ferrara infatti si trattava di una trovata per salvare Il Foglio da un momento di grossa crisi economica e pochi lettori, come mi ha raccontato chi ci lavora…ed ha funzionato(purtroppo!).
    Comunque la mia opinione in merito non si riduce a queste poche righe, ma non ho voglia di spiegarla e dar luogo ad ulteriori commenti su commenti ripetitivi e spesso sterili. Ok, dunque non vi annoio con “il già detto”…
    Il mio primo bacio una settimana dopo aver compiuto 15 anni…sensazione sgradevole la lingua di un altro nella mia bocca, ma gradevole quella di avere finalmente anche io fatto questo passo! Ero felice non per il bacio nè per lui, che neanche mi piaceva tanto, ma perchè avrei potuto iniziare a chiacchierare di questo con le mie amiche ed essere un po’ “maliziosa” anche io e non più “l’ultima del gruppo che ancora non ha baciato”!!! Per fortuna baci più belli sono arrivati dopo…e concordo con dany sul fatto che quasi sempre siano premonitori del seguito.
    Il seguito…cioè la mia prima volta? beh…anche quella in ritardissimo, a 20 anni con un ragazzo con cui avevo trescato all’occupazione di psicologia. Pochi mesi dopo, finita la protesta studentesca, in una delle notti che resterà nella storia di roma per lo scudetto vinto dopo tanti anni…tra le grida di tutta roma ed il fracasso generale dei festeggiamenti, P. nel letto di casa sua al pigneto mi procurava tanto dolore e nessun piacere. Da dimenticare. La volta successiva un po’ meglio, ma comunque non ho scoperto il piacere con lui, ma solo qualche mese dopo con R…colpa sicuramente anche della mia tensione di “ventenne-ancora-vergine”.
    Credo che a parte l’educazione dei genitori, che nel mio caso non mi hanno fatto mancare neanche in questo ambito, la prima esperienza con i suoi imbarazzi, le figuracce (bocca spalancata come per mordere un panino, etc..)e tutto il resto, comunque vada resti un passo fondamentale per vivere poi in modo sereno le successive esperienze e per godere di uno dei piaceri più belli che ancora possiamo donarci e donare senza che qualche politicante o poliziotto o presentatore televisivo ci rompa i coglioni!!!
    Per quanto riguarda me, il fatto di non provare piacere le prime volte con P. non è stato un trauma, ma un modo per incuriosirmi di più a cercare di capire perchè non ero stata bene, e da lì, nuove esperienze…
    che dire ancora? trasformerei lo storico “FATE L’AMORE, NON FATE LA GUERRA”…sotto suggerimento di marta in: FATE L’AMORE E BUTTATE IL TELEVISORE!!!
    (Io già, solo avendolo tolto dalla mia stanza dopo il guatemala sto moooooooolto meglio!)

  21. Daniela Says:

    Io ho dato il mio primo bacio intorno ai 15 anni, è successo davanti ad uno splendido panorama collinare dell’ alta Umbria e ricordo che è stato…come dire…molto bagnato!!
    La storia è durata un paio d’anni tra liti e lacrime (sue ..non mie..), e si è conclusa con strazianti lettere d’amore che mi recapitava a casa via posta, pur vivendo nella stessa citta’!E’ stato il primo per cronologia…ma di certo non per importanza!!
    Io non sono di quelle che vivono la prima volta delle cose come uniche e irripetibili…quelle che ricordano la prima volta delle cose con un attaccamento affettivo particolare..
    A me non interessa la prima volta, a me interessa OGNI VOLTA, o ancor meglio LA VOLTA che mi rimane dentro, indelebile e irripetibile!
    Puo’ essere anche l’ ottantesima volta…ma se è quella che ti cambia qualcosa dentro…allora è quella che si deve raccontare.

  22. marta Says:

    ..uff..evvabbene, ora tocca a me. Se tutti, allora tutti.
    Primo bacio con un fighettino tutto lui, una tresca estiva, la sera sul porto di Sanremo. Almeno voialtre avete aperto la bocca, io manco quello…l’ho tenuta serrata manco ci fosse l’oro dentro…tesa e rigida…mo mi viene da ridere . poverello quel ragazzo chissà che avrà pensato…cmq avevo mi sa 14 o 15 anni, e anch’io pensavo di essere ritardataria…
    Prima volta? Una tragedia. Il ragazzo,che sapeva bene che era la mia prima volta, mi ha chiesto se volevo stare io sopra …vi ho detto tutto. Ero grandicella pure io, avevo 20 anni, ma mi sembrava un età giusta. Ma come si fa a chiedere a una ragazza che non è mai stata con nessuno se vuole stare sopra??

  23. Blimes Says:

    Ma li mortacci… torno su questo blog quando sono ispirato a non dire nulla.
    Così almeno parto in sincerità, ed evito di parlare di qualcosa solo perchè avevo voglia di parlare di qualcosa.

    E cosa mi ritorvo a vedere? Si parla di femmine, di donne, di ragazze… le femmine… termine primo, quello che si dice da bambini, quando inizia a capire che c’è una differenza tra te e il resto del mondo. Se sei maschio, il resto del mondo è femmina.

    Non capisco se l’intento iniziale di questo post fosse quello di fare archivio di esperienze, o se lo è diventato solo per evitare di parlare di politica e diritti civili… però vado in controtendenza.

    Le femmine, quale arcano e misterioso mondo inventato nella testa di ogni adolescente… la femmina.

    Quando ero piccolo baciavo le lucertole, naturalmente nessuno impeto sessuale, solo affetto. Anche il gatto, il cane, mia madre.
    So che non è bello metterla nell’elenco, ma io amavo anche gli animali.

    Quando ero bambino non capivo una mazza, vivevo in un mondo tutto mio, fatto di bene e non bene. Il non bene era tutto quello che evitavo di fare, ogni volta che capivo cosa per me era bene, e il suo contrario.

    Da bambino non sapevo nemmeno cosa volesse dire sposarsi. Infatti dicevo che avrei sposato il mio amico marco, e ricordo che che l’amico di liberto, antonio credo, mi prendeva in giro.
    Poi ho capito cosa volesse dire sposarsi, e ho deciso di non sposare più marco. Mi piacevano le femmine.

    Le femmine però erano femmine. Dicasi Femmina (a 8 anni): essere umano che non sa correre veloce, non sa arrampicarsi sugli alberi bene quanto me, non gioca con le pistole, non sa pescare, non è dotata di diplomazia, piange facilmente.
    Le femmine, a 8 anni, erano inutili.

    A 14 anni le femmine erano… di altri. Non era cosa per me, non cosa mia, non ero pronto per relazionarmi con l’altro sesso. Probabilmente, più semplicemente, mi sentivo brutto, quindi non adatto.

    Al terzo superiore, ricordo ancora bene, non era cambaito molto. Ricordo una ragazza sulla calabro (la nostra attuale metropolitana). Ricordo anche il nome, ma non ha importanza.
    Più volte salivo sul trenino, mi guardavo intorno in cerca di un posto, lei era lì. Seduta comodamente mi fissava, puntalmente ad ogni salita.
    Un giorno in particolare teneva una mano sopra lo zaino, in segno di “occupato”. Io andavo verso di lei, in cerca di posto, e quando arrivavo lì vicino, lei toglieva lo zaino, e mi guardava, mi fissava. Mi piaceva.

    Io pensavo: ho capito che hai tenuto il posto a quello in fila dietro di me, non c’è bisogno che mi guardi in cagnesco… ma perchè questa ce l’ha con me? Che cazzo gli ho fatto?! Va bene tranquilla… resto in piedi.

    Ci ho messo anni a capire che.. forse le piacevo.

    Pirla? Beh forse si, ma a che serve avere il pane? Io non avevo i denti… ancora.


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