…stupidi. ricominciamo.

agosto 31, 2008

…sapienza antica sostiene che un giorno ben vissuto vale più di un’intera esistenza. Lo scriveva Seneca all’amico Lucilio, qualche anno fa. Veniamo cagati nel mondo non per merito nostro. E non a causa nostra moriamo.  a volte. Per Camus l’unico problema filosofico veramente serio è quello del suicidio: giudicare se la vita valga o meno la pena d’ essere vissuta significa rispondere alla questione fondamentale della filosofia.

Nell’ infanzia ebbi modo di avvicinarmi al concetto grazie ai racconti di mia nonna. Aveva un fratello che un giorno decise di riempirsi le tasche di sassi, di legarsi una corda al collo al cui capo era fissato un masso e dirigersi pacatamente e inesorabilmente verso le profodità dello Jonio. Nonna Rosa lo raccontava d’estate all’ombra della pergola del glicine in fiore, con il libretto di S. Antonio sulle ginocchia. Era stata una donna molto credente. Di quelle che non mancano di andare in chiesa tutte le settimane. Ma mai bigotta. Non ho mai udito uscire dalla sua bocca un giudizio negativo. nonsilamentava, mai. Solo alla morte di nonno Ciccio, suo marito. La sentii rinnegare quel Dio al quale aveva dedicato la sua fede terrena. Un’unica parola rivolse ad Esso. Una parola che in quella bocca si trasformava in un’accusa: “PERCHE’?” , gli sussurrò. E non attese una risposta. Si lasciò morire qualche mese dopo.

Era una storia breve. Poche parole senza espressioni senza giustificazioni quella del suicidio del fratello. Col tempo la mia mente di ragazzino formata alla luce della nascente tv commerciale ha completato il ricordo frammentato con particolari hollywoodiani: lui al tramonto, il sole che muore al di la delle montagne della Sila, la sua ombra lunga davanti che anticipa di qualche secondo la fine volontaria di un’esistenza, il livello dell’acqua che sale, l’attimo in cui il corpo si ribella alla ragione e il tentativo di liberarsi da un peso che lo fissa al fondale di quel mare dove probabilmente da bambino giocava.

[…]

“Ogni generazione un suicidio”, diceva mio zio Tonino. “E io sarò il prossimo”, affermò una volta. Fu con la convinzione di continuare una tradizione di famiglia che si lanciò dal terzo piano di un balcone di Acilia. Dopo giorni di delirio, insonnia e sofferenza. Ricordo gli occhi di mio padre il giorno del funerale. Cosa voglia dire perdere un fratello in questo modo lo sa solo lui. E quegli occhi ne avevano la forma. Erano gli stessi occhi di mia nonna mentre raccontava di suo fratello.

Quando Tonino lasciò che il suo peso lo uccidesse lei era già morta. Aveva inseguito il marito nel mondo del ricordo qualche tempo prima. Con la scomparsa dei nonni e di zio, nel giro di poco tempo la serenità di una famiglia che per quasi un ventennio della mia esistenza non aveva conosciuto da vicino la morte, s’era sfaldata sotto il peso della necessità oggettiva.

E anche la mia illusoria serenità stava andando a farsi fottere. Nevrotico, con  tratti maniaco-depressivi, tendenza all’onanismo coatto e con devianze sessuali multiple, cleptomane e dipendente da cannabinoidi, la mia mente poco incline a gabbie normative convenzionali iniziò a vacillare. In più studiavo psicologia.

Studiare psicologia permette non tanto di capire meglio te stesso e gli altri.  Alla  maniera in cui dedicarsi alla fisica non aiuta a comprendere le leggi che governano la natura. Qualsiasi disciplina scientifica  consente non la comprensione ma l’inquadratura all’interno di uno schema concettuale. L’etichettamento.  Studiare psicologia vuol dire apprendere come l’ambiente culturale in cui si opera ti inquadra. E come si auto-inquadri rispetto alle altre culture e al periodo storico in cui vive. Per dire: stati schizofrenico-paranoici possono farti finire al rogo, in manicomio o a Stoccolma a seconda che il soggetto colpito sia vissuto nel medioevo, negli anni cinquanta o che si chiami John Nash.

Ma “capire” è pericoloso. L’ignoranza è un ottimo mezzo per giungere al termine di un’esistenza senza troppi scossoni. Seguire le strade già tracciate dalla cultura in cui si nasce e cresce serve a non perdere l’orientamento. All’interno dei confini impostici da una realtà troppo limitata è facile appellarsi a risposte confezionate per l’uso.

Lo so, lo so farnetico.

…il fatto è che ogni post, ogni capoverso, frase parola virgola di questo blog possiede l’anima libertina. Ogni capitolo è tutto il blog. La mia vita, il mio modo d’essere sta in ogni pixel di questa fottuta pagina html.

Non voglio in essa raccontare la mia vita. Potrei scrivere d’altro. Un romanzo, poesie, pubblicare le mie foto, i miei dipinti. Se solo lo potessi fare. Ma non sono uno scrittore, nè posseggo un’arte particolare attraverso la quale sussurrare al mondo il mio urlo.

Dico la mia vita attraverso l’unico modo che ho. Ricordare. Quello che sono, quello che ero. Lo spettacolo del mio divenire trasforma davanti ai vostri occhi il mio passato in qualcosa che non ho esitato a definire col nome impegnativo di filosofia. Filosofo è chi medita la realtà. Filosofo è chi pone le domande. Filosofo è chi non possiede le risposte definitive ma accenna e sta a guardare.

Quello che voglio qui raccontare non è una storia di pippette e sogni. Il mio intento è quello di infettarvi col virus iononmilamento. Ammalarvi di spirito libertino. Voglio vedervi dirigere verso il cassonetto della spazzatura con un televisore sotto braccio. In fila davanti ad un seggio elettorale col sorriso stampato. Voglio insegnarvi quanto poco vale la vostra vita ed impararla ad amare, per questo. Quanto poco contiate, se solo imparaste a contare.

Pensare libertino vuol dire non credere a nulla. Religione, Scienza, Etica, Morale. Storia. Non credere a se stessi. Pensare che tutto sia falso, compreso il proprio modo di pensare. Affermare che ogni nostra convinzione sia convenzione. Opinione. Doxa. Questo ciò che trovate tra le righe dei miei racconti. Ciò che vi voglio spingere ad accettare. Accettare la vostra stupidità. Stupidi quando andate in chiesa a dimostrare la vostra ignoranza. Stupidi quando ponete la vostra scelta elettorale nell’urna. Quando sostenete la vostra squadra del cuore. Quando vi commuovete ad un concerto di musica classica. Stupidamente felici di farlo. Ma consapevoli della vostra stupidità. Stupidi di vita.

Bentornati. Ricominciamo.

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10 Risposte to “…stupidi. ricominciamo.”

  1. perfettodifettoso Says:

    Stupidi? …presente!
    Ben tornato amigo e ora come si dice: revoluzion!
    Ma revoluzion prima di tutto dentro se stessi e poi verso il prossimo.
    Beh!? che dire, tu usi nel tuo BloG la parolina magica “stupido”, io invece come divulgo dall’inizio nel mio BloG, uso il termine “Ignoranza”; non a caso nel mio primo post – nell’idroduzione – ho citato una mitica frase di Piero Pelù “non è la fame ma l’ignoranza che uccide”. Vedi l’ignoranza, la stupidità chiamala come vuoi e forse la malattia più brutta che possa esistere al mondo, che dire peggio dell’ AIDS. Per non parlare poi della testardaggine delle persone; far cambiare idea o per lo meno visione è un impresa a dir poco assurda, come direbbe Piero “Si puo` vincere una guerra in due e forse anche da solo…Ma e` piu` difficile cambiare un’ idea ..”.
    Cmq già il fatto che se ne parli è positivo… che dire un passo alla volta!
    Continua cosi.

    http://www.perfettodifettoso.wordpress.com


  2. E GIà ,SI SI BEN DETTO AMICO

  3. truschio2 Says:

    Ma a chi interessa tutta sta robba?La vita e cosa intima,tienitela x te.Tutte ste storie,scusami,che senso hanno,cosa vuoi dire a sto mondo…ma va!

  4. karuzela Says:

    …interessa a chi la legge..a chi non vede l’ora che esca il nuovo post..a chi ci riflette dopo, a chi ripensa alla propria vita, a chi confronta, a chi mette in discussione, a chi vuole vedere vite diverse, opinioni diverse, sentimenti diversi…nessuno è costretto a leggerla, ma a quanto pare ha fatto effetto anche a te, visto che hai risposto e gli hai dato peso…questo è l’importante. continua a leggere e a domandare!ciau

  5. C'è Francescooooooooo? Says:

    per stanotte ti dico solo che sono felice che tu abbia ricominciato a scrivere…
    ed io a leggere!
    Un bacio pirlè…da una stupida psicologa che si è pure stupidamente appena abilitata alla sua (forse) professione!

  6. Blimes Says:

    Cazzone, stupido lo dici a tuo fratello!

  7. Blimes Says:

    Ed infatti il fratello arriva, prima o poi.

    In ritardo, capita, e capiterà anche che troverò il tempo di fare un salto da perfettodifettoso.
    Arigà sto lavorando come un krumiro e quando arrivo a casa non ho abbastanza neuroni per comporre una frase.

    Si ricomincia dalla fine, dalla morte. E con il più inutile e potente dei gesti, il suicidio.
    A meno che non si creda nella reincarnazione, il suicidio è la negazione del futuro. E’ non riuscire a vedere oltre quel giorno una possibilità di vita utile a se e agli altri.

    Ma quì non voglio parlare di morte. Parliamo di vita… e di famiglia.
    Come molti post, c’è sempre da rispondere qualcosa, in questo vorrei rispondere ad una domanda “critica” fatta un pò di tempo fa da Marta.
    Come hanno fatto i nostri genitori ad accogliere con tanto amore e disponibilità, quasi sottomissione, il ritorno (per alcuni a mani vuote) di Francesco a casa? E come possono trattarlo con la stessa disponibilità nonostante gli atteggiamenti ottusi e scontrosi (incontestabili)?

    Beh il post proposto è già una risposta.
    Come dovrebbero sentirsi una madre e soprattutto un padre, che ha perso uno zio e un fratello suicidi, nel sentire che il figlio è depresso, in un’altra città? La stessa città dove è tragicamente morto zio Tonino?
    Ogni generazione un suicidio… non credo abbiano dormito la notte fino a che non vi hanno avuto di fianco.

    Si è parlato di nonna, nonno, papà, mamma… spero di riuscire ad essere, nella mia vità, eroico come loro sono stati e continuano ad esserlo (sia in vita che come ricordo).

    Ricordate di dire grazie a coloro che ci hanno portato dove siamo ora, che hanno rinunciato a tutto per noi, perchè quel loro tutto E’ il nostro tanto, perchè davvero tanto abbiamo.

    Alla prossima blimes-puntata… naranaranara naranaranaranara naranaranara naranaranaranara SBANG! BUNG! SLAM! SDRONG!

  8. DANIELA Says:

    si…stupida…!!!hai ragione…STUPIDI quando crediamo vere solo le cose a cui siamo abituati a pensare e false quelle che non abbiamo mai visto o vissuto in prima persona!STUPIDA CHE STUPIDAMENTE CREDEVO STUPIDI QUELLI CHE NON LA PENSAVANO COME ME…!è una rivoluzione..

  9. DANIELA Says:

    aggiungo…ora che ti rileggo mi accorgo che mi sei mancato…

  10. liberto Says:

    … anche tu mi sei mancata, miss. La mia prima libertina acquisita! Ben tornata.


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